Ordinanza n. 21931 del 2024: Il Risarcimento del Danno da Perdita di Chance nel Pubblico Impiego

La recente ordinanza n. 21931 del 2 agosto 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre un'importante opportunità di riflessione sul tema del diritto alla mobilità nel pubblico impiego. In particolare, la sentenza si concentra sulla questione del risarcimento del danno da perdita di chance per i dipendenti che si vedono negata la possibilità di partecipare a procedure di mobilità legittimamente attese.

Il Diritto alla Mobilità nel Pubblico Impiego

La mobilità tra pubbliche amministrazioni è un diritto fondamentale per i dipendenti pubblici, previsto da varie norme e regolamenti. La Corte di Cassazione, con la sua ordinanza, ha ribadito l'importanza di garantire questo diritto, sottolineando che l’omissione della procedura di mobilità può generare gravi conseguenze per i lavoratori coinvolti.

Diritto alla mobilità - Mancata attivazione della procedura - Risarcimento del danno da perdita di chance - Sussistenza - Liquidazione - Criteri e parametri. Nel pubblico impiego contrattualizzato, il dipendente interessato ad una procedura di mobilità illegittimamente omessa può chiedere il risarcimento del danno da perdita di chance, da liquidarsi tenendo conto - come parametri di riferimento di un giudizio equitativo e in proporzione alla consistenza della probabilità che la procedura avrebbe avuto esito positivo - delle perdite patrimoniali e del mancato guadagno correlati al non conseguimento del transito alla P.A. di destinazione, fra cui deve ricomprendersi anche la perdita dell'indennità di posizione eventualmente spettante presso tale P.A.

Il Risarcimento da Perdita di Chance

Il concetto di perdita di chance si riferisce alla possibilità concreta di ottenere un vantaggio, in questo caso, il passaggio ad un'altra pubblica amministrazione. La Corte ha stabilito che, in caso di omissione della procedura di mobilità, il dipendente può richiedere un risarcimento, che deve essere calcolato tenendo conto di una serie di parametri:

  • La probabilità di successo della procedura di mobilità.
  • Le perdite patrimoniali dirette derivanti dalla mancata attivazione della procedura.
  • Il mancato guadagno, inclusa l'eventuale indennità di posizione.

Questi criteri di liquidazione sono cruciali per garantire un equo risarcimento e riflettono un approccio equitativo da parte della giurisprudenza. È essenziale che i dipendenti pubblici siano consapevoli dei loro diritti e delle possibilità di risarcimento in caso di omissioni ingiustificate.

Conclusioni

In conclusione, l'ordinanza n. 21931 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella tutela dei diritti dei dipendenti pubblici in materia di mobilità. Essa non solo chiarisce il diritto alla mobilità, ma stabilisce anche i principi per il risarcimento del danno da perdita di chance. La corretta applicazione di questi principi è fondamentale per garantire un ambiente di lavoro equo e giusto nel settore pubblico.

Studio Legale Bianucci