Malattie Professionali e Onere della Prova: Commento all'Ordinanza n. 22592 del 2024

Nel panorama giuridico italiano, l'ordinanza n. 22592 del 9 agosto 2024, emessa dalla Corte di Cassazione, offre importanti chiarimenti riguardo all'onere della prova in caso di malattie professionali. La sentenza, che ha visto contrapporsi M. (T.) e I. (R.), affronta il delicato tema del nesso di causalità tra malattia e attività lavorativa, delineando le differenze tra malattie tabellate e non tabellate.

Il Contesto Normativo

In Italia, le malattie professionali sono regolate principalmente dal d.P.R. n. 1124 del 1965 e dal d.lgs. n. 38 del 2000. Queste norme prevedono l'applicazione di tabelle specifiche, che elencano le malattie riconducibili a lavorazioni nocive. È qui che si inserisce il principio fondamentale stabilito dalla Corte: nei casi in cui una malattia sia inclusa in queste tabelle, il lavoratore deve semplicemente dimostrare di essere affetto dalla patologia e di aver svolto attività lavorativa nociva per vedere presunto il nesso eziologico.

Onere della Prova e Malattie Tabellate

La massima espressa dall'ordinanza è chiara:

Malattie professionali tabellate - Onere della prova a carico del lavoratore - Contenuto - Prova del nesso di causalità - Esclusione - Malattie professionali non tabellate - Onere della prova - Contenuto. In tema di assicurazione contro le malattie professionali, quando la malattia è inclusa nella tabella allegata al d.P.R. n. 1124 del 1965 e poi al d.lgs. n. 38 del 2000, al lavoratore è sufficiente dimostrare di esserne affetto e di essere stato addetto alla lavorazione nociva, perché in tal caso, sempre che la malattia stessa si sia manifestata entro il periodo indicato in tabella, il nesso eziologico è presunto per legge, mentre nel caso in cui la malattia non rientra nella previsione tabellare, il nesso di causalità dev'essere provato dal prestatore di lavoro secondo gli ordinari criteri e, in caso di contestazione, l'accertamento della riconducibilità della malattia alla previsione tabellare costituisce un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito.

Da questa massima emerge l'importanza del contesto tabellare: per le malattie incluse, il lavoratore ha una strada facilitata per ottenere il riconoscimento della malattia professionale, in quanto il nesso è presunto. Tuttavia, per le malattie non tabellate, il lavoratore è chiamato a fornire prove concrete di collegamento tra la propria patologia e l'attività lavorativa.

Conclusioni

L'ordinanza n. 22592 del 2024 rappresenta un importante punto di riferimento per i diritti dei lavoratori affetti da malattie professionali. Essa non solo chiarisce l'onere della prova, ma sottolinea anche la necessità di una corretta interpretazione delle tabelle di malattie professionali. In un contesto in cui la salute dei lavoratori deve essere tutelata, è fondamentale che le norme siano applicate con rigore, garantendo così un giusto equilibrio tra i diritti dei lavoratori e le responsabilità delle aziende.

Studio Legale Bianucci