Commento alla Sentenza n. 36416 del 2023: Amministratore e Prelievo di Compenso in Situazione di Dissesto

La sentenza n. 36416 del 11 maggio 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, offre un'importante riflessione sui diritti e i doveri degli amministratori di società di capitali in situazioni di dissesto. In particolare, la pronuncia si concentra sulla questione del prelievo di denaro a titolo di compenso, effettuato in assenza di una delibera assembleare o di una previsione statutaria. Questo tema è cruciale non solo per la comprensione della responsabilità degli amministratori, ma anche per la configurazione dei reati di bancarotta fraudolenta.

Il Contesto Normativo e il Ruolo degli Amministratori

La Legge Fallimentare, in particolare l'articolo 216, fornisce le basi normative per la configurazione dei reati fallimentari, distinguendo tra bancarotta preferenziale e bancarotta fraudolenta. Gli amministratori, come stabilito dall'articolo 2389 del Codice Civile, hanno diritto a un compenso per la loro attività, ma tale diritto deve essere regolarmente formalizzato. In assenza di tale formalizzazione, i prelievi effettuati dagli amministratori possono configurarsi come atti illeciti, con conseguenze penali.

Criteri di Individuazione della Bancarotta

Amministratore di società di capitali - Prelievo a titolo di compenso per l’attività svolta in assenza di delibera assembleare o di previsione statutaria - Bancarotta preferenziale o per distrazione - Individuazione - Criteri. In tema di bancarotta fraudolenta, spetta al giudice di merito verificare se, in assenza di una delibera assembleare o di una quantificazione statutaria del compenso per l'attività svolta, cui ha diritto il soggetto che abbia ritualmente accettato la carica di amministratore di una società di capitali, il prelevamento da parte di quest'ultimo di denaro dalle casse della società in dissesto configuri il delitto di bancarotta preferenziale o, diversamente, quello di bancarotta fraudolenta per distrazione, a seconda che il diritto al compenso sia correlato o meno a una prestazione effettiva e il prelievo sia o meno congruo rispetto all'impegno profuso.

Questa massima chiarisce come il giudice debba valutare ogni singolo caso, tenendo conto della congruità del compenso rispetto all'attività effettivamente svolta. Se il prelievo non è giustificato da una prestazione reale, si configura un'ipotesi di bancarotta fraudolenta per distrazione.

Conclusioni

La sentenza n. 36416 del 2023 rappresenta un importante punto di riferimento per gli operatori del diritto e per gli amministratori di società. Essa sottolinea l'importanza di una corretta formalizzazione dei compensi e l'attenzione che deve essere riservata alla gestione finanziaria delle società in dissesto. In un contesto economico complesso, la chiarezza nei diritti e nei doveri degli amministratori può prevenire situazioni di crisi e problematiche legali, tutelando al contempo gli interessi di soci e creditori.

Studio Legale Bianucci