La recente sentenza n. 22115 del 5 agosto 2024 della Corte d'Appello di Milano offre importanti chiarimenti sulla responsabilità degli enti di credito, in particolare riguardo alla legittimazione passiva dell'ente-ponte a seguito della risoluzione della Banca delle Marche s.p.a. Disposta dalla Banca d'Italia, questa risoluzione ha sollevato interrogativi significativi sull'ambito di applicazione delle passività cedute all'ente-ponte e sulle possibili azioni risarcitorie da parte dei clienti.
Il decreto legislativo n. 180 del 2015, in particolare l'articolo 43, stabilisce le modalità di risoluzione delle banche in difficoltà. La sentenza in esame sottolinea che le passività trasferite all'ente-ponte non includono quelle derivanti da violazioni di norme relative ai servizi di investimento finanziario, se non accertate giudizialmente. Questo è un punto cruciale, poiché implica che le eventuali responsabilità preesistenti della banca liquidata non possano ricadere sull'ente-ponte.
Risoluzione Banca delle Marche ex d.lgs. n. 180 del 2015 - Domanda risarcitoria per responsabilità in materia di servizi di investimento finanziario da parte della banca risolta - Legittimazione passiva dell'ente-ponte - Esclusione - Ragioni. A seguito di risoluzione della Banca delle Marche s.p.a., disposta dalla Banca d'Italia ai sensi dell'art. 43 del d.lgs. n. 180 del 2015, deve ritenersi che tra le passività cedute in favore dell'ente "ponte" non rientrino quelle derivanti dalle violazioni delle norme in materia di servizi di investimento finanziari poste in essere dalla banca liquidata prima della data di efficacia della cessione e non accertate giudizialmente, poiché il concetto contabile di "passività" richiede che il debito sia certo, liquido ed esigibile e non meramente potenziale, avendo il Legislatore inteso restituire al mercato una banca risanata all'esito del procedimento; ne discende, ulteriormente, la carenza di legittimazione passiva dell'ente-ponte nel relativo giudizio risarcitorio.
Questo punto di vista della Corte evidenzia l'intento del legislatore di fornire stabilità al sistema bancario, escludendo dal trasferimento passivo problematiche non risolte e potenziali. La decisione rappresenta un'importante protezione per gli enti-ponte, permettendo loro di operare senza il peso di passività non chiaramente definite.
La sentenza n. 22115 del 2024 rappresenta un importante passo avanti nella chiarificazione delle responsabilità in ambito bancario. Essa stabilisce un principio fondamentale: le passività devono essere certe e accertate per poter essere trasferite. Per i clienti, ciò significa che le richieste di risarcimento devono basarsi su elementi concreti e non su potenziali violazioni. In un settore come quello bancario, dove la fiducia è essenziale, questa sentenza contribuisce a stabilire regole chiare e a garantire maggiore sicurezza nel rapporto tra clienti e istituti di credito.