La Cassazione sulla perizia monocratica in responsabilità sanitaria: Sentenza 22442 del 2025 e l'Art. 15 Legge Gelli-Bianco

Il tema della responsabilità medica, con la sua complessità etica e giuridica, vede nella perizia tecnica uno strumento probatorio cruciale. La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22442 del 2025, è intervenuta per chiarire la validità della perizia redatta da un singolo esperto nei procedimenti penali per responsabilità sanitaria, alla luce della Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017). Questa pronuncia offre chiarimenti essenziali per gli operatori del diritto.

Il Contesto Normativo: La Legge Gelli-Bianco e la Perizia Collegiale

La Legge 8 marzo 2017, n. 24, nota come Legge Gelli-Bianco, ha modificato la disciplina della responsabilità professionale sanitaria. L'articolo 15, comma 1, prevede che, nei procedimenti civili e penali per responsabilità sanitaria, l'accertamento tecnico o la perizia debbano essere affidati a un collegio di consulenti (medico legale e specialisti). L'intento era garantire maggiore completezza e oggettività.

La Pronuncia della Cassazione: Analisi della Sentenza 22442/2025

La sentenza n. 22442 del 2025, emessa dalla Quarta Sezione Penale (Presidente M. A., Estensore R. A. L. A.), ha esaminato il caso (Imputato A. A.) in cui, nonostante la Legge Gelli-Bianco, una perizia era stata disposta da un unico esperto. La Cassazione doveva stabilire se ciò rendesse la perizia nulla o inutilizzabile. Ecco la massima che riassume il principio espresso:

In tema di mezzi di prova, la nomina di un unico perito, in luogo di un collegio peritale, nei procedimenti penali aventi ad oggetto la responsabilità sanitaria, pur contrastando con il disposto dell'art. 15, comma 1, legge 8 marzo 2017, n. 24, non dà luogo a nullità della perizia, in quanto non espressamente prevista, nè è causa della sua inutilizzabilità, essendo comminata tale sanzione con riguardo alle sole prove assunte in violazione di un divieto di legge, ma comporta l'assunzione della prova con modalità diverse da quelle previste "ex lege", non incidenti sul diritto di difesa o sul rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento. (In motivazione, la Corte ha altresì affermato che tale inosservanza, potendo riflettersi sul grado di affidabilità della perizia, giustifica la censura della motivazione, nella parte in cui richiama il sapere scientifico introdotto dalla prova peritale e le conclusioni assunte dal perito, ove non siano chiare o adeguatamente approfondite).

La Cassazione chiarisce che la violazione dell'art. 15, comma 1, non produce né nullità (che richiede previsione espressa, art. 177 c.p.p.) né inutilizzabilità (per violazione di divieto di legge, art. 191 c.p.p.). L'inosservanza può però riflettersi sul "grado di affidabilità della perizia", permettendo di contestare la motivazione del giudice se le conclusioni non sono "chiare o adeguatamente approfondite". Questo offre un importante strumento di tutela per la difesa, spostando il focus sulla qualità sostanziale dell'accertamento.

Implicazioni Pratiche e Tutela del Diritto di Difesa

La sentenza 22442/2025 bilancia rigore formale e sostanza della prova. Le implicazioni:

  • Validità: Perizia di singolo esperto valida e utilizzabile.
  • Qualità: Focus su completezza, chiarezza e approfondimento dell'elaborato.
  • Censura: La difesa può contestare la motivazione se le conclusioni sono superficiali o poco chiare.
  • Ruolo del Giudice: Valutazione attenta della perizia, verificando correttezza metodologica e solidità.

Questo approccio conferma il garantismo della Corte, aprendo a un sindacato sostanziale sulla prova scientifica.

Conclusioni

La sentenza n. 22442 del 2025 chiarisce un aspetto importante della responsabilità sanitaria e del processo penale. Ribadisce la tassatività delle sanzioni processuali, ma al contempo rafforza la necessità di una valutazione critica della prova scientifica. Non si invalida automaticamente la perizia monocratica, ma si offre alle parti uno strumento efficace per contestarne l'affidabilità qualora non rispetti gli standard di chiarezza e approfondimento. Questo garantisce che la ricerca della verità processuale sia ancorata alla solidità e alla completezza dell'accertamento tecnico.

Studio Legale Bianucci