La Sentenza n. 18837 del 2023: Liquidatore di società 'in house' e qualifica di incaricato di pubblico servizio

La recente sentenza n. 18837 del 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, affronta una questione di grande rilevanza nel campo del diritto penale e della pubblica amministrazione. Questa decisione si concentra sulla qualifica di incaricato di pubblico servizio dei liquidatori di società 'in house', chiarendo le condizioni necessarie per il riconoscimento di tale qualifica. La sentenza, che ha annullato con rinvio la decisione del Tribunale di Libertà di Palermo, pone l'accento sull'importanza del criterio oggettivo-funzionale nell'analisi delle attività svolte dagli agenti pubblici.

Il Contesto della Sentenza

La questione centrale riguarda la distinzione tra attività pubbliche e private nel contesto della gestione di società 'in house'. Queste società, controllate da enti pubblici, svolgono funzioni di interesse pubblico, ma la loro struttura giuridica può essere privatistica. La Corte chiarisce che, per stabilire se un liquidatore possa essere considerato un incaricato di pubblico servizio, non è sufficiente il controllo totalitario da parte del Comune. È fondamentale valutare l'attività effettivamente espletata e il relativo regime giuridico.

  • Controllo pubblico e privato: la distinzione fondamentale
  • Il ruolo del liquidatore e le sue responsabilità
  • Le implicazioni giuridiche del riconoscimento della qualifica

La Massima della Sentenza

Ai fini del riconoscimento della qualifica di incaricato di pubblico servizio in capo al liquidatore di una società "in house", non rileva che l' ente sia sottoposto a controllo totalitario da parte del Comune da cui promana, dovendosi piuttosto valutare l'attività effettivamente espletata dall'agente ed il suo regime giuridico, in conformità al criterio oggettivo-funzionale di cui agli artt. 357 e 358 cod. pen., sicché, quando essa attività sia regolata in forma privatistica, la qualifica pubblicistica va esclusa.

Questa massima sottolinea l'importanza di un'analisi approfondita delle attività svolte dai liquidatori. Nonostante il controllo esercitato dagli enti pubblici, se le attività sono regolate secondo logiche privatistiche, la qualifica di pubblico ufficiale non può essere automaticamente riconosciuta. Ciò implica una valutazione caso per caso, fondandosi su criteri oggettivi e funzionali.

Conclusioni

La sentenza n. 18837 del 2023 rappresenta un'importante tappa nella comprensione del ruolo dei liquidatori di società 'in house' e delle loro qualifiche giuridiche. Essa chiarisce che, per il riconoscimento della qualifica di incaricato di pubblico servizio, non è sufficiente la presenza di un controllo pubblico, ma è essenziale considerare la natura dell'attività svolta. Questa decisione potrebbe avere ripercussioni significative sulle future valutazioni giuridiche riguardanti le società 'in house' e il loro personale, richiedendo un approccio più attento e mirato nella distinzione tra attività pubbliche e private.

Studio Legale Bianucci