Commento alla Sentenza n. 22658 del 2023: Procedibilità dell'Azione Penale e La Querela

La recente sentenza n. 22658 del 10 maggio 2023 della Corte di Cassazione offre spunti significativi sulla questione della procedibilità dei reati a querela, soprattutto alla luce delle modifiche apportate dal decreto legislativo n. 150 del 10 ottobre 2022. La Corte ha stabilito che, in assenza della querela, il giudice di legittimità deve annullare senza rinvio la sentenza impugnata, evidenziando così l'importanza di tale atto per la prosecuzione dell'azione penale.

Il Contesto Normativo e le Modifiche Recenti

La sentenza in esame si inserisce in un quadro normativo in evoluzione, in cui vari reati sono divenuti procedibili a querela, modificando di fatto le condizioni di procedibilità dell'azione penale. L'art. 2 del d.lgs. n. 150/2022 ha introdotto tali cambiamenti, che hanno un impatto diretto sulla gestione dei procedimenti penali. In particolare, l'articolo 85 del medesimo decreto stabilisce il termine per la proposizione della querela, che, se decorso, comporta l'improcedibilità dell'azione penale.

La Massima della Sentenza

Ricorso per cassazione - Reati divenuti procedibili a querela a seguito delle modifiche di cui all'art. 2 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 - Decorso del termine per la proposizione della querela - Mancanza in atti della querela - Conseguenze. In caso di ricorso per cassazione proposto al fine di dedurre il difetto della condizione di procedibilità in relazione a reato divenuto procedibile a querela a seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (nella specie, furto aggravato dalla esposizione dei beni alla fede pubblica), qualora il giudice di legittimità non riscontri la presenza di tale atto, deve annullare senza rinvio la sentenza impugnata. (In fattispecie in cui risultava decorso il termine per la proposizione della querela di cui all'art.85, comma 1 del citato d.lgs., la Corte ha evidenziato che, sussistendo in capo alla pubblica accusa l'onere di allegazione di atti sopravvenuti che valgano a documentare la persistenza della procedibilità dell'azione penale, in assenza di un puntuale percorso normativo, i modelli organizzativi predisposti dalla Corte di cassazione al fine di evitare ritardi nella trasmissione delle querele da parte delle procure della Repubblica rappresentano esclusivamente uno scrupolo istituzionale volto all'avanzamento della tutela garantita dall'ordinamento alle persone offese con riguardo alla facoltà di sporgere querela).

Questa massima chiarisce che, nel caso in cui manchi la querela, la prosecuzione dell'azione penale non può avvenire, sottolineando un aspetto fondamentale del diritto penale: la volontà della persona offesa è cruciale per l'attivazione della procedibilità. La Corte, quindi, ha ribadito il principio che la querela non è solo un atto formale, ma rappresenta una condizione essenziale per l'esercizio dell'azione penale.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 22658 del 2023 mette in luce l'importanza della querela nel contesto dei reati procedibili a querela e le conseguenze della sua mancanza. Le modifiche legislative recenti hanno reso necessario un attento esame della condizione di procedibilità, e la Corte di Cassazione ha chiarito il proprio ruolo nel garantire che l'azione penale possa procedere solo quando vi siano tutti gli atti necessari. Questo approccio non solo tutela i diritti delle persone offese, ma migliora anche l'efficienza del sistema giuridico.

Studio Legale Bianucci