Pericolo di Recidiva e Incensuratezza: La Cassazione con Sentenza n. 30405/2025 chiarisce i limiti della presunzione

Nel panorama del diritto penale italiano, la questione delle misure cautelari e, in particolare, la valutazione del pericolo di recidiva, rappresenta un tema di cruciale importanza, che incide direttamente sulla libertà personale dell'indagato. La Suprema Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 30405 del 13/06/2025 (depositata l'08/09/2025), ha fornito un'interpretazione chiarificatrice sul valore dell'incensuratezza pregressa, ribadendo un principio fondamentale che merita attenta analisi.

La decisione, pronunciata dalla Prima Sezione Penale e presieduta dal Dott. DE MARZO GIUSEPPE, con estensore il Dott. VALIANTE PAOLO, ha rigettato il ricorso contro l'ordinanza del Tribunale della Libertà di Catanzaro del 18/02/2025, che aveva confermato una misura cautelare nei confronti dell'imputata L. M. Il fulcro della questione verteva sulla rilevanza dell'assenza di precedenti penali in relazione all'esigenza cautelare del pericolo di recidiva.

Il Pericolo di Recidiva: Un Pilastro delle Misure Cautelari

Le misure cautelari personali, disciplinate dal Codice di Procedura Penale (CPP), sono strumenti volti a prevenire determinate condotte pericolose o a garantire le finalità del processo. Tra le esigenze cautelari previste dall'art. 274, comma 1, lett. c) CPP, spicca proprio il «pericolo che l'imputato commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o con altri mezzi di violenza o diretti contro l'ordine costituzionale ovvero delitti di criminalità organizzata o della stessa specie di quello per cui si procede». È in questo contesto che si inserisce la valutazione della pericolosità sociale dell'indagato e la sua propensione a reiterare condotte criminose.

L'Incensuratezza: Non un Veto Assoluto, ma una Presunzione Relativa

Spesso, l'assenza di precedenti penali viene invocata come un forte argomento a favore della non applicazione o della revoca di misure cautelari. Tuttavia, la Cassazione ha più volte chiarito che l'incensuratezza non costituisce un lasciapassare automatico, bensì una presunzione che può essere superata. La sentenza in esame si allinea a questa consolidata giurisprudenza, fornendo un'importante specificazione:

Ai fini della valutazione in ordine alla sussistenza dell'esigenza cautelare del pericolo di recidiva ed alla scelta della misura coercitiva in concreto adeguata a soddisfarla, la pregressa incensuratezza dell'indagato ha valenza di mera presunzione relativa di minima pericolosità sociale, che ben può essere superata valorizzando l'intensità del pericolo di recidiva desumibile dalle accertate modalità della condotta in concreto tenuta.

Questa massima è di fondamentale importanza. Essa significa che, sebbene l'incensuratezza suggerisca una minore pericolosità sociale (una

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