La recente sentenza n. 19082, depositata il 5 maggio 2023, ha suscitato un notevole interesse nel panorama giuridico italiano, in particolare per quanto riguarda la possibilità di utilizzare atti di indagine compiuti da autorità straniere nel contesto delle misure cautelari personali. La Corte ha affrontato un tema delicato, quello della compatibilità delle indagini estere con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico.
La Corte ha esaminato il caso di M. C., accusato di reati gravi, per il quale si è richiesto l'applicazione di misure cautelari personali. La decisione ha evidenziato che i gravi indizi di colpevolezza possono essere desunti da atti di indagine effettuati all'estero, purché il giudice italiano accerti che tali atti rispettino le norme inderogabili e i principi fondamentali dell'ordinamento italiano. Questo approccio si basa sulla presunzione di legittimità dell'attività svolta dalle autorità straniere.
La massima espressa dalla Corte è chiara:
Desumibilità da atti di indagine compiuti da autorità straniere - Sussistenza - Accertamento da parte dell'autorità giudiziaria italiana della regolarità degli atti - Esclusione - Verifica del contrasto con norme inderogabili e principi fondamentali - Condizioni - Fattispecie. In tema di misure cautelari personali, i gravi indizi di colpevolezza possono essere desunti da atti di indagine compiuti all'estero, in un diverso procedimento, da Autorità straniere, la cui utilizzabilità è subordinata all'accertamento, da parte del giudice italiano, non della loro regolarità ma del rispetto delle norme inderogabili e dei principi fondamentali dell'ordinamento, ferme restando la presunzione di legittimità dell'attività svolta e la competenza del giudice straniero in ordine alla verifica della correttezza della procedura e all'eventuale risoluzione di ogni questione relativa alle irregolarità riscontrate. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittima l'utilizzazione di "chat" intercorse sulla piattaforma di comunicazione criptata "Sky Ecc", acquisite mediante ordine europeo di indagine dall'autorità francese, che ne aveva eseguito la decriptazione).
Questa massima sottolinea come la Corte non si limiti a verificare la regolarità formale degli atti, ma si concentri sul rispetto di norme fondamentali, come il diritto al giusto processo e la tutela della privacy. L'utilizzo di strumenti di comunicazione criptati, come nel caso delle chat su "Sky Ecc", evidenzia l'importanza di una cooperazione internazionale nelle indagini penali.
In sintesi, la sentenza n. 19082 del 2023 rappresenta un passo significativo nel riconoscimento dell'importanza della collaborazione internazionale nelle indagini penali. I giudici italiani sono chiamati a valutare non solo la regolarità degli atti provenienti dall'estero, ma anche la loro compatibilità con i principi fondamentali dell'ordinamento italiano. Questo approccio garantisce una maggiore tutela dei diritti degli indagati, senza compromettere l'efficacia della giustizia penale.