La cooperazione giudiziaria internazionale è vitale contro la criminalità transnazionale. L'Ordine Europeo di Indagine (OEI) è uno strumento chiave per acquisire prove tra Stati UE. La sua applicazione solleva complesse questioni di competenza interna. La Cassazione, con Sentenza n. 21594 del 9 giugno 2025, fornisce un chiarimento essenziale.
L'OEI, recepito in Italia con D.Lgs. 21 giugno 2017, n. 108, è un provvedimento giudiziario per attività investigative in altro Stato membro. Il decreto disciplina emissione ed esecuzione degli OEI passivi. La sfida è individuare l'autorità italiana competente, specie quando l'atto istruttorio deve essere compiuto direttamente da un giudice.
La Sentenza della Cassazione, Presidente B. M. ed Estensore A. F., ha chiarito la competenza funzionale e territoriale nell'OEI passivo, definendo il ruolo del GIP. Il caso riguardava la competenza del GIP del Tribunale di Udine.
In tema di ordine europeo di indagine passivo, l'art. 4 d.lgs. 21 giugno 2017, n. 108 prevede la competenza funzionale e territoriale della procura della Repubblica presso il tribunale distrettuale del luogo in cui deve compiersi l'attività richiesta, sicché, nel caso in cui l'autorità giudiziaria di emissione chieda che l'atto istruttorio sia compiuto dal giudice, competente a provvedere è il giudice per le indagini preliminari del medesimo tribunale distrettuale.
Questa massima è fondamentale. La Corte, basandosi sull'art. 4 D.Lgs. 108/2017, stabilisce la competenza della Procura distrettuale del luogo di esecuzione per l'OEI passivo. Cruciale la distinzione: se l'autorità richiedente esige l'atto da un giudice, la competenza passa al GIP del medesimo tribunale distrettuale. Ciò garantisce le tutele giurisdizionali e previene rallentamenti.
La decisione della Cassazione offre una guida chiara. Punti salienti:
Questa pronuncia si inserisce in un quadro giurisprudenziale consolidato.
La Sentenza n. 21594 del 2025 della Cassazione è un punto fermo per l'OEI. Chiarire la competenza del GIP per richieste specifiche è fondamentale per rapidità, efficacia e rispetto delle garanzie difensive. La decisione rafforza la certezza del diritto e ottimizza la cooperazione tra Stati, allineando il sistema italiano alle esigenze di una giustizia penale moderna e transnazionale. Cruciale per i professionisti del diritto penale internazionale.