La recente sentenza n. 33810 del 26 maggio 2023, depositata il 1 agosto 2023, dalla Corte di Cassazione, offre importanti chiarimenti in merito alla disciplina della bancarotta fraudolenta, in particolare riguardo alla continuità normativa tra l'articolo 216 della legge fallimentare e l'articolo 322 del d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, noto come Codice della crisi e dell'insolvenza di impresa. Questo pronunciamento non solo ribadisce l'identità delle due norme, ma sottolinea anche l'assenza di un trattamento differente per i casi di bancarotta sottoposti alla nuova disciplina.
La Corte ha affermato che esiste una piena continuità normativa tra le due disposizioni, evidenziando che le variazioni lessicali apportate dal nuovo codice non incidono sulla sostanza della norma. Questo è particolarmente significativo per le imprese che si trovano ad affrontare procedure di insolvenza, poiché sottolinea che le condotte penalmente rilevanti rimangono invariate.
Art. 322 d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 - Continuità normativa con l’art. 216 legge fall. - Sussistenza - Ragioni - Conseguenze. In tema di bancarotta fraudolenta, sussiste piena continuità normativa fra la previsione dell'art. 216 legge fall. e l'art. 322 d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (cd. Codice della crisi e dell'insolvenza di impresa) stante l'identità della formulazione delle due norme incriminatrici, al netto di non rilevanti, in sede penale, aggiornamenti lessicali, sicché la disciplina antecedente, da applicarsi ai sensi delle disposizioni transitorie di cui all'art. 390, comma 3, Codice della crisi, in ordine a tutti i casi in cui vi sia stata dichiarazione di fallimento, non determina alcun trattamento deterior, rilevante ai fini dell'art. 2 cod. pen.
La sentenza si inserisce in un contesto giuridico più ampio, in cui il Legislatore ha cercato di razionalizzare e semplificare le procedure di crisi d'impresa. I riferimenti normativi, come il Codice Penale e le disposizioni transitorie del Codice della crisi, evidenziano un chiaro intento di uniformità e stabilità del sistema giuridico. Le ragioni di tale continuità sono da ricercare nella necessità di garantire certezze giuridiche agli operatori del settore e di evitare confusione in un ambito già di per sé complesso.
Le conseguenze pratiche di questa sentenza possono essere sintetizzate nei seguenti punti:
In conclusione, la sentenza n. 33810 del 2023 rappresenta un importante passo avanti nella definizione della disciplina della bancarotta fraudolenta, confermando la continuità normativa tra le disposizioni del passato e quelle del nuovo Codice della crisi. Questo chiarimento non solo fornisce maggiore certezza giuridica nel trattamento delle crisi d'impresa, ma evidenzia anche l'importanza di un approccio coerente da parte della giurisprudenza, che può contribuire a una gestione più efficace delle situazioni di insolvenza. Le imprese e i professionisti del settore sono dunque chiamati a prestare particolare attenzione a questi sviluppi, per garantire una corretta applicazione della normativa vigente.