Impugnazione Delibera Sociale e Perdita della Qualità di Socio: La Sentenza 15087/2025 della Cassazione

Nel complesso panorama del diritto societario, un interrogativo frequente riguarda la sorte dell'impugnazione di una delibera assembleare qualora il socio impugnante perda la sua qualità nel corso del giudizio. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15087 del 05/06/2025, ha fornito una risposta chiara, consolidando un principio fondamentale per la tutela dei diritti degli azionisti.

Il Caso e la Questione Giuridica

L'impugnazione delle delibere assembleari, regolata principalmente dall'articolo 2377 del Codice Civile, rappresenta uno strumento essenziale per i soci al fine di contestare decisioni societarie che ritengono illegittime. La vicenda al centro della pronuncia della Cassazione riguarda il socio G., che aveva impugnato una delibera sociale e, successivamente alla proposizione del ricorso per cassazione, aveva ceduto le proprie azioni, perdendo così la qualità di socio. La questione cruciale, precedentemente esaminata dalla Corte d'Appello di Ancona (decisione del 03/12/2018), era se tale perdita di status, avvenuta in una fase avanzata del contenzioso, potesse far venire meno la sua legittimazione a proseguire il giudizio.

La Pronuncia della Cassazione: La Massima e il Suo Significato

La Suprema Corte, con il Presidente D. M. e l'Estensore F. M., ha offerto un'interpretazione decisiva. La massima della sentenza chiarisce inequivocabilmente il principio applicabile:

Nel giudizio di legittimità, ove il socio che abbia impugnato la delibera sociale venga a perdere la qualità di socio per una cessione delle azioni attuatasi dopo la proposizione, da parte sua, del ricorso per cassazione, non trova applicazione l'art. 2378, comma 2, c.c.

Questa affermazione è di fondamentale importanza. Essa stabilisce che, una volta che il ricorso per cassazione è stato validamente proposto, la successiva perdita della qualità di socio da parte dell'impugnante non ha l'effetto di far cessare la sua legittimazione a proseguire il giudizio. La Cassazione distingue nettamente il momento della

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