La monetizzazione delle ferie nelle società "in house": la Cassazione fa chiarezza con la sentenza n. 16772 del 2025

La gestione delle ferie annuali è un tema cruciale nel diritto del lavoro. La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16772 del 23 giugno 2025 (relatore F. BUFFA), ha fornito un'interpretazione decisiva riguardo alla monetizzazione delle ferie non godute per i dipendenti delle cosiddette società "in house". Questa pronuncia si inserisce in un dibattito giuridico complesso, offrendo importanti chiarimenti sulle ricadute pratiche e sui principi che regolano questi enti a cavallo tra pubblico e privato.

Società "in house": un confine tra pubblico e privato per le ferie

Le società "in house" sono enti formalmente privati (società di capitali), ma sostanzialmente pubblici, in quanto integralmente controllati da uno o più enti pubblici per i quali svolgono servizi. Questa natura ibrida le rende oggetto di un regime giuridico particolare. Mentre nel settore privato le ferie non godute al termine del rapporto sono generalmente monetizzate, nel pubblico impiego il divieto di monetizzazione è quasi assoluto. La questione centrale è sempre stata: le "in house" seguono il regime privatistico o quello più stringente del pubblico impiego in relazione alle ferie?

Le società cd. "in house", benché soggette alla disciplina pubblicistica per i settori di attività in cui assume rilievo preminente la natura sostanziale degli interessi pubblici coinvolti e la destinazione non privatistica della finanza d'intervento, devono rispettare le ordinarie regole privatistiche in tema di ferie dei dipendenti, con conseguente esclusione del divieto di monetizzazione delle stesse.

La massima della sentenza n. 16772 del 2025 chiarisce inequivocabilmente che le società "in house" devono conformarsi alle norme di diritto privato per la gestione delle ferie dei propri dipendenti. Ciò significa che il divieto generale di monetizzazione delle ferie, tipico del pubblico impiego "puro", non si applica a queste entità. I dipendenti delle società "in house" hanno quindi il diritto di richiedere il compenso sostitutivo per le ferie non godute al termine del rapporto di lavoro, esattamente come avviene nel settore privato. Questa pronuncia distingue nettamente il regime delle ferie per i lavoratori delle "in house" da quello dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche in senso stretto, per le quali il divieto di monetizzazione è quasi assoluto, salvo rarissime eccezioni.

La Cassazione e l'equilibrio tra esigenze

Nel caso specifico che ha visto contrapporsi A. D. e M. A., la Cassazione ha riaffermato la natura privatistica del rapporto di lavoro nelle società "in house". La Suprema Corte ha riconosciuto che, sebbene tali società siano soggette a disciplina pubblicistica per specifici settori (come da D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito con L. 7 agosto 2012, n. 135), questa non si estende al regime delle ferie. La decisione tutela il diritto al riposo annuale retribuito, sancito dall'articolo 36 della Costituzione e dalla Direttiva 2003/88/CE, che prevede la compensazione economica delle ferie non godute in caso di cessazione del rapporto. Questa interpretazione si allinea con precedenti orientamenti (come il richiamo a N. 8926 del 2024), bilanciando la specificità delle "in house" con i principi generali del diritto del lavoro, garantendo maggiore tutela per il lavoratore e flessibilità per l'azienda.

Consigli pratici per lavoratori e società

Questa sentenza ha importanti ricadute:

  • Per i dipendenti: viene confermato il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute al termine del rapporto di lavoro, offrendo maggiore certezza giuridica.
  • Per le società "in house": la gestione delle ferie deve seguire le ordinarie regole del diritto privato, prestando attenzione ai contratti collettivi applicabili e alle normative specifiche. È fondamentale monitorare il godimento delle ferie e prevedere la compensazione economica in caso di cessazione.
  • Differenziazione: la sentenza ribadisce la netta distinzione tra il regime delle ferie per i dipendenti delle "in house" e quello dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni "pure".

È consigliabile che sia i lavoratori che le società interessate si avvalgano di una consulenza legale qualificata per la corretta applicazione di questi principi e per affrontare eventuali controversie.

Conclusioni

La sentenza n. 16772 del 2025 della Cassazione rappresenta un punto fermo nel dibattito sul regime applicabile alle società "in house" in materia di monetizzazione delle ferie. Ribadendo l'applicazione delle regole privatistiche, la Suprema Corte ha offerto chiarezza e certezza del diritto, tutelando i diritti dei lavoratori e fornendo un quadro normativo più definito. Si tratta di una pronuncia che rafforza il principio di specialità delle società "in house", pur mantenendole ancorate ai principi del diritto del lavoro comune, garantendo un equilibrio tra le esigenze pubblicistiche e la tutela dei diritti individuali.

Studio Legale Bianucci