Misure Cautelari e Interrogatorio Preventivo: La Cassazione con la Sentenza n. 29189/2025 ribadisce la tutela del singolo

Il diritto alla difesa è un pilastro fondamentale del processo penale. Le misure cautelari personali, incidendo sulla libertà individuale, sono circondate da garanzie stringenti, tra cui l'interrogatorio di garanzia preventivo. La recente Sentenza n. 29189 del 27/06/2025 della Corte di Cassazione, nel caso di M. V., offre un chiarimento essenziale sull'applicazione di tali garanzie, specie nei procedimenti complessi con più indagati.

La pronuncia della Suprema Corte, depositata il 06/08/2025 e presieduta da RICCIARELLI MASSIMO, con Estensore PACILLI GIUSEPPINA ANNA ROSARIA, ha annullato senza rinvio una decisione del Tribunale della Libertà di Venezia. La sentenza si concentra sulla corretta interpretazione delle deroghe all'interrogatorio preventivo, come previste dall'art. 291, comma 1-quater, del Codice di Procedura Penale.

La Deroga all'Interrogatorio Preventivo: Un Principio di Personalità

L'articolo 291, comma 1-quater, c.p.p. stabilisce che, prima di applicare una misura cautelare, il giudice debba procedere all'interrogatorio dell'indagato. Questa norma rafforza le garanzie difensive, permettendo all'indagato di fornire la propria versione dei fatti. Tuttavia, la stessa disposizione prevede eccezioni: l'interrogatorio può essere omesso in presenza di "esigenze cautelari impeditive" o per "reati ostativi" che impongano un intervento a sorpresa o per la gravità del reato.

Il cuore della Sentenza n. 29189/2025 risiede nell'applicazione di queste eccezioni in contesti plurisoggettivi, cioè quando più persone sono indagate per reati connessi. La questione posta alla Cassazione riguardava se le cause di deroga, previste per un coindagato, potessero estendersi agli altri indagati per i quali tali condizioni non sussistono.

In tema di misure cautelari personali, la deroga alla regola generale dell'interrogatorio di garanzia preventivo di cui all'art. 291, comma 1-quater, cod. proc. pen. non trova applicazione nel caso in cui il giudice sia investito di una domanda cautelare riguardante una pluralità di reati tra loro connessi o collegati contestati a soggetti diversi per taluno soltanto dei quali sia prevista la deroga. (In motivazione la Corte ha spiegato che la regola del previo interrogatorio è volta alla tutela del singolo indagato il quale non può essere pregiudicato dalla posizione di altri indagati che debbano rispondere di reati più gravi o nei cui confronti vi siano esigenze che impongono un intervento a sorpresa).

Questa massima è di fondamentale importanza. La Corte di Cassazione ha chiarito che la deroga all'interrogatorio preventivo non è applicabile "a cascata". Se in un procedimento con più indagati (come nel caso di M. V.) solo per uno sussistono le condizioni che giustificano l'omissione dell'interrogatorio (ad esempio, per un reato più grave o rischio di inquinamento probatorio), tale deroga non si estende automaticamente agli altri indagati per i quali tali specifiche esigenze non sono presenti. La motivazione è chiara: la norma sull'interrogatorio preventivo tutela il singolo indagato, che non deve subire un pregiudizio a causa della posizione o delle condotte di altri soggetti. Questo principio riflette l'esigenza di personalizzazione della valutazione cautelare, che deve sempre considerare la situazione specifica di ogni individuo.

Il Diritto di Difesa al Centro: Valutazione Individuale Indispensabile

La decisione della Cassazione rafforza il principio che le garanzie processuali, specie quelle che incidono sulla libertà personale, devono essere applicate con rigore e individualità. Il diritto a essere ascoltato prima di subire una restrizione della libertà è un corollario del diritto di difesa sancito dall'articolo 24 della Costituzione e dall'articolo 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU). Qualsiasi limitazione a questo diritto, come la deroga all'interrogatorio preventivo, deve essere interpretata restrittivamente e applicata solo quando le condizioni specifiche si riferiscono direttamente alla persona destinataria della misura.

La Corte ha delineato i seguenti punti chiave:

  • Personalità della Deroga: Le esigenze cautelari impeditive o i reati ostativi devono essere riferibili al singolo indagato.
  • Tutela Individuale: La posizione di altri indagati, anche se gravemente indiziati o per reati connessi, non può pregiudicare il diritto all'interrogatorio del singolo.
  • Natura Eccezionale: La deroga è un'eccezione e va applicata con cautela, solo in presenza di presupposti rigorosamente verificati per ogni soggetto.

Questo approccio previene che la complessità dei procedimenti plurisoggettivi diventi un pretesto per comprimere le garanzie difensive di chi non rientra nelle strette maglie delle eccezioni. Si garantisce così che ogni decisione sulla libertà personale sia frutto di una valutazione attenta e personalizzata.

Conclusioni: Un Baluardo per le Garanzie Processuali

La Sentenza n. 29189 del 2025 della Corte di Cassazione si inserisce in una giurisprudenza attenta alla tutela dei diritti fondamentali. Ribadendo la natura personalissima delle cause di deroga all'interrogatorio preventivo nelle misure cautelari, la Suprema Corte ha fornito un contributo essenziale per l'applicazione equa e garantista del diritto processuale penale. Questa pronuncia funge da baluardo, ricordando a tutti gli attori del processo l'importanza di un'applicazione della legge sempre rispettosa della dignità e dei diritti di ogni persona.

Studio Legale Bianucci