La sentenza n. 23759 del 10 febbraio 2023, pubblicata il 31 maggio 2023, offre un'importante riflessione sui reati legati alle sostanze stupefacenti, ponendo l'accento sulla distinzione tra le condotte di detenzione e cessione. In particolare, la Corte di Cassazione ha chiarito come, in determinate circostanze, tali condotte possano perdere la loro individualità giuridica, escludendo il concorso formale.
Nella fattispecie, l'imputato M. E. K. era stato accusato di detenzione e successiva cessione di sostanze stupefacenti. La Corte di Appello di Firenze, in una sentenza del 25 marzo 2022, aveva riconosciuto la pluralità di condotte, ma la Corte di Cassazione, annullando senza rinvio, ha stabilito che le condotte contestate dovevano essere considerate come un'unica azione, escludendo la configurabilità di un concorso formale.
Pluralità di condotte – Detenzione e cessione – Concorso formale o apparente – Condizioni – Fattispecie. In tema di reati concernenti sostanze stupefacenti, le diverse condotte previste dall'art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, perdono la loro individualità, con conseguente esclusione del concorso formale per effetto dell'assorbimento, se costituiscono manifestazione di disposizione della medesima sostanza e risultano poste in essere contestualmente o, comunque, senza apprezzabile soluzione di continuità, in funzione della realizzazione di un unico fine. (Fattispecie relativa alla detenzione e alla successiva cessione della medesima sostanza stupefacente, in cui, pur nell'identità dell'oggetto materiale di condotte strutturalmente eterogenee, è stato escluso il concorso apparente sul rilievo della non contiguità temporale dell'iniziale condotta di detenzione e delle successive cessioni).
Questa sentenza sottolinea un principio fondamentale in materia di diritto penale: l'assorbimento delle condotte. Quando si tratta di reati legati a sostanze stupefacenti, se le condotte di detenzione e cessione sono poste in essere senza una soluzione di continuità, si annulla la possibilità di configurare un concorso formale. Ciò significa che non si possono sommare le pene previste per le singole condotte, ma si applicherà una sola pena per l'azione complessiva.
La sentenza n. 23759 del 2023 rappresenta un'importante chiarificazione della giurisprudenza in materia di sostanze stupefacenti. Essa evidenzia come le condotte di detenzione e cessione, quando eseguite in un contesto di continuità, debbano essere considerate come un'unica fattispecie, escludendo così il concorso formale. Questo approccio non solo semplifica la valutazione giuridica delle condotte, ma rappresenta anche una protezione per gli imputati, riducendo la possibilità di aggravio della pena. In un contesto giuridico complesso come quello dei reati di droga, questa sentenza offre spunti di riflessione e un importante punto di riferimento per futuri casi simili.