Commento sulla Sentenza n. 34290 del 2023: La Confisca del Profitto e le Condotte Risarcitorie

La sentenza n. 34290 del 17 maggio 2023 della Corte di Cassazione offre un'importante riflessione sulle dinamiche della confisca del profitto del reato, in particolare in relazione alle condotte riparatorie o risarcitorie dell'imputato. Questo provvedimento, che ha annullato in parte una precedente sentenza della Corte d'Appello di Ancona, evidenzia come il giudice debba considerare le restituzioni effettuate dall'imputato nel calcolo del profitto attuale al momento della sua applicazione.

Il Contesto Giuridico della Confisca

La confisca è una misura patrimoniale finalizzata a privare l'autore del reato dei profitti ottenuti illecitamente. La normativa italiana, in particolare l'articolo 240 del Codice Penale, stabilisce le modalità con cui deve essere effettuata. In questo specifico caso, la Corte ha sottolineato la necessità di una valutazione accurata del profitto, tenendo conto delle azioni riparatorie intraprese dall'imputato.

Confisca del profitto del reato - Condotte riparatorie o risarcitorie dell'imputato - Richiesta di riduzione o elisione del "quantum" - Calcolo al netto delle restituzioni - Necessità - Ragioni. In tema di confisca, il giudice di merito, investito della richiesta dell'imputato di riduzione o elisione del "quantum" del profitto del reato per aver realizzato condotte risarcitorie o riparatorie, deve modulare la misura ablatoria in ragione del profitto "attuale" al momento della sua applicazione e, dunque, al netto delle restituzioni frattanto poste in essere dal reo in favore della vittima e da questa accettate, scorporando quella parte di utilità non più costituente illecito accrescimento patrimoniale.

Le Implicazioni della Sentenza

La sentenza in esame mette in luce un aspetto cruciale della giurisprudenza in materia di confisca: la possibilità di ridurre o eliminare il "quantum" del profitto illecito in virtù delle condotte riparatorie. Questo principio non solo rappresenta un passo avanti verso una giustizia più equa, ma incoraggia anche gli imputati a risarcire le vittime, promuovendo un approccio riparativo alla giustizia penale.

  • Valutazione del profitto attuale al momento della confisca.
  • Considerazione delle restituzioni effettuate dall'imputato.
  • Riconoscimento delle condotte risarcitorie come elementi attenuanti.

Conclusioni

In conclusione, la sentenza n. 34290 del 2023 rappresenta un'importante evoluzione nel campo della confisca dei profitti illeciti. Essa sottolinea l'importanza di un approccio che tenga conto non solo delle azioni illecite, ma anche delle eventuali riparazioni effettuate dall'imputato. Questo potrebbe non solo facilitare un maggiore rispetto per le vittime, ma anche incoraggiare comportamenti più responsabili da parte degli imputati nel contesto di un sistema giuridico che cerca di bilanciare punizione e riparazione.

Studio Legale Bianucci