Nel complesso panorama del diritto civile, la corretta interpretazione delle norme sulla prescrizione e sulla simulazione contrattuale riveste un'importanza cruciale per la tutela dei diritti e degli interessi dei soggetti coinvolti. La Corte di Cassazione, con la recente Ordinanza n. 17534 del 30/06/2025, ha offerto un chiarimento fondamentale in merito alla decorrenza della prescrizione in presenza di un contratto affetto da simulazione assoluta, fornendo un'interpretazione che rafforza la posizione dei creditori e delinea un confine più netto tra le diverse azioni a loro disposizione.
La pronuncia, che ha cassato con rinvio la decisione della Corte d'Appello di Napoli del 06/07/2023 nel caso tra E. e A., si concentra su un aspetto tecnico ma di vasta portata: quando inizia a decorrere il termine di prescrizione per un diritto che si intende far valere, se nel frattempo è in corso un giudizio per accertare la simulazione assoluta di un atto che ostacola tale diritto? Approfondiamo insieme le ragioni e le conseguenze di questa importante decisione.
La simulazione assoluta, disciplinata dall'articolo 1414 del Codice Civile, si verifica quando le parti concludono un contratto con l'intesa che esso non produca alcun effetto tra loro. L'esempio più comune è la vendita di un bene che, in realtà, non si intende trasferire, ma che viene posta in essere per fini esterni, spesso per sottrarre il bene alla garanzia dei creditori. Un contratto simulato in modo assoluto è nullo e, come tale, non produce effetti fin dall'origine.
Il problema sorge quando un creditore, vedendo un bene uscire dal patrimonio del proprio debitore attraverso un atto simulato, intende agire per tutelare il proprio credito. La legge offre strumenti specifici, come l'azione revocatoria (art. 2901 c.c.), che permette al creditore di far dichiarare inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio con cui il debitore rechi pregiudizio alle sue ragioni. Tuttavia, l'azione di simulazione ha una natura diversa, mirando a far accertare la nullità dell'atto stesso.
La prescrizione è un istituto giuridico (art. 2934 c.c.) che comporta l'estinzione di un diritto a causa del suo mancato esercizio per un determinato periodo di tempo. Il punto cruciale è stabilire il momento da cui tale periodo inizia a decorrere, il cosiddetto “dies a quo”. L'articolo 2935 c.c. stabilisce che «la prescrizione decorre dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere».
Ma cosa succede se il diritto è oggettivamente “occultato” da un atto simulato? Qui entra in gioco l'articolo 2941, n. 8 c.c., che prevede una sospensione della prescrizione quando il debitore ha dolosamente occultato l'esistenza del debito. Sebbene la simulazione non sia tecnicamente un occultamento del *debito*, la Cassazione ha riconosciuto un'analogia di effetti con l'occultamento del *diritto* da parte del creditore.
La Suprema Corte, nell'Ordinanza n. 17534 del 2025, ha affrontato proprio questa delicata questione. Nel caso specifico, si trattava di un diritto nascente da un precedente contratto preliminare, la cui esecuzione era ostacolata da un contratto di vendita immobiliare che si riteneva simulato in modo assoluto. La Corte d'Appello aveva ritenuto che la prescrizione del diritto potesse decorrere anche durante il giudizio volto a far valere la simulazione assoluta.
La Cassazione ha invece ribaltato tale decisione, affermando un principio di grande rilevanza:
In tema di decorrenza della prescrizione, la declaratoria di nullità per simulazione assoluta è sovrapponibile all'effetto dell'azione revocatoria, in quanto, secondo il disposto dell'art. 2941, n. 8 c.c., anche nella simulazione l'esito consiste in un occultamento del diritto, in senso lato, nei confronti del creditore.
Questo significa che, secondo la Corte, l'effetto pratico di una simulazione assoluta, per il creditore, è assimilabile a quello di un atto revocabile: in entrambi i casi, il patrimonio del debitore appare diminuito o alterato in modo pregiudizievole, e il diritto del creditore è, di fatto, “occultato” o reso più difficile da esercitare. Pertanto, la prescrizione del diritto non può iniziare a decorrere finché non sia stato accertato in via definitiva (con il passaggio in giudicato) l'effettiva natura simulata dell'atto. Questo perché, prima di tale accertamento, il creditore non è nella piena possibilità di far valere il proprio diritto con certezza giuridica.
Le implicazioni di questa decisione sono molteplici e significative:
L'Ordinanza n. 17534 del 2025 della Corte di Cassazione rappresenta un punto fermo nella giurisprudenza in materia di prescrizione e simulazione assoluta. Essa sottolinea l'importanza di considerare la sostanza degli effetti giuridici, piuttosto che la mera forma, nel determinare il momento in cui un diritto può essere effettivamente esercitato.
Per i creditori, questa sentenza offre una rassicurazione fondamentale: il tempo necessario per far accertare la simulazione di un atto non vanificherà il loro diritto a causa della prescrizione. Per gli operatori del diritto, invece, essa impone di prestare particolare attenzione al passaggio in giudicato della sentenza che dichiara la simulazione assoluta, identificandolo come il vero e proprio “dies a quo” per la decorrenza della prescrizione dei diritti che da tale accertamento dipendono. Un passo avanti significativo verso una maggiore giustizia e tutela nel diritto civile italiano.