Commento sulla Sentenza n. 22719/2023: La Nullità nel Procedimento di Esecuzione

La sentenza n. 22719 del 8 marzo 2023, depositata il 25 maggio 2023, offre spunti significativi per comprendere le dinamiche del procedimento di esecuzione penale e la centralità del contraddittorio. Emessa dalla Corte di Cassazione, la decisione ha annullato con rinvio un provvedimento del Tribunale di Genova, evidenziando una violazione cruciale dell’art. 666, comma 2, del codice di procedura penale.

Il Caso e la Violazione Normativa

In questo caso, il Giudice dell’Esecuzione aveva dichiarato inammissibile la richiesta senza acquisire il parere del pubblico ministero. La Corte ha sottolineato che l’omessa acquisizione di tale parere, qualora si proceda “de plano”, comporta una nullità che può essere dedotta sia dal pubblico ministero sia dalla parte privata. Ciò significa che anche il condannato ha il diritto di contestare un provvedimento che non rispetta le garanzie procedurali.

Decreto d’inammissibilità della richiesta - Violazione dell’art. 666, comma 2, cod. proc. pen. per omessa acquisizione del parere del pubblico ministero - Nullità - Sussistenza - Deducibilità anche ad iniziativa della parte privata - Ragioni. In tema di procedimento di esecuzione, l'omessa acquisizione del parere del pubblico ministero nel caso di dichiarazione di inammissibilità della richiesta adottata "de plano", ex art. 666, comma 2, cod. proc. pen., dà luogo a una nullità deducibile a iniziativa sia del medesimo pubblico ministero che della parte privata. (In motivazione, la Corte ha precisato che l'acquisizione del parere dell'organo requirente è prevista anche nell'interesse del condannato, che è, pertanto, legittimato a dolersi dell'adozione del provvedimento emesso in assenza dell'instaurazione del contraddittorio).

Le Implicazioni per i Diritti del Condannato

La Corte, nella sua motivazione, ha chiarito che l'acquisizione del parere del pubblico ministero non è solo una formalità burocratica, ma un passaggio essenziale per garantire il diritto di difesa del condannato. Questo è fondamentale, poiché il contraddittorio è un principio cardine del giusto processo, sancito dall’art. 111 della Costituzione italiana e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (art. 6).

  • Il condannato ha il diritto di essere ascoltato.
  • L’omissione di questo passaggio comporta la nullità del provvedimento.
  • Il pubblico ministero e la parte privata possono entrambi contestare tale omissione.

Conclusioni

La sentenza n. 22719/2023 rappresenta un importante precedente per la giurisprudenza in tema di esecuzione penale. Essa riafferma la necessità di rispettare le garanzie procedurali nel procedimento di esecuzione, sottolineando che la mancanza di un contraddittorio può ledere i diritti fondamentali dell'individuo. Questo ribadisce l'importanza di una giustizia che non solo punisce, ma rispetta e garantisce i diritti di tutti gli attori coinvolti.

Studio Legale Bianucci