Giudizio in Assenza e Riforma Cartabia: La Cassazione chiarisce i termini della verifica (Sentenza n. 31829 del 2025)

Il processo penale italiano, con le innovazioni della Riforma Cartabia (D.Lgs. n. 150 del 2022), ha rafforzato l'esigenza di accertare l'effettiva conoscenza del processo da parte dell'imputato e la sua volontaria assenza per procedere "in assenza". Su questo delicato equilibrio tra efficienza processuale e garanzie difensive, è intervenuta la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 31829 del 10 settembre 2025, fornendo un'interpretazione cruciale sul momento di tali verifiche.

La Riforma Cartabia e la conoscenza del processo

La disciplina del giudizio in assenza è stata oggetto di importanti modifiche con la Riforma Cartabia. L'obiettivo è stato rafforzare il principio secondo cui nessuno può essere giudicato senza una reale conoscenza dell'accusa e la possibilità di difesa, a meno che l'assenza non sia una scelta libera e consapevole. L'articolo 420-bis del Codice di Procedura Penale, come modificato, stabilisce infatti le condizioni per procedere in assenza, richiedendo prova che l'imputato abbia avuto conoscenza della pendenza del processo e che la sua assenza sia volontaria o non dovuta a legittimo impedimento.

Il chiarimento della Cassazione: quando verificare l'assenza?

La Sentenza n. 31829 del 2025 della Cassazione (Presidente: L. Agostinacchio, Estensore: A. Saraco), annullando una decisione della Corte d'Appello Sezione Minorenni di Trento riguardante l'imputato L. P.M. L., affronta la questione cruciale del momento in cui deve essere effettuata la verifica dell’effettiva conoscenza del processo e della volontaria assenza. La pronuncia stabilisce un principio fondamentale per tutti i giudizi penali:

Nel giudizio in assenza, la verifica relativa all'effettiva conoscenza del processo e alla volontaria assenza dell'imputato, per effetto delle modifiche apportate dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, dev'essere effettuata in udienza preliminare, ove prevista, in quanto è venuta meno la dicotomia tra questa e il dibattimento in favore di un giudizio unitario in cui tale ultima fase costituisce prosecuzione di quella precedente, senza necessità di ripeterla, se non nei casi di impedimento o di allontanamento dell'imputato. (In motivazione, la Corte ha altresì affermato che le indicate verifiche dovranno essere, invece, effettuate nei giudizi introdotti senza lo svolgimento dell'udienza preliminare).

Questa massima è di capitale importanza. La Corte chiarisce che la verifica deve avvenire, prioritariamente, in udienza preliminare, quando questa è prevista. Tale orientamento deriva dalla nuova concezione di un "giudizio unitario" post-Cartabia, dove udienza preliminare e dibattimento sono fasi consequenziali. Se la verifica è già stata compiuta e l'assenza accertata come volontaria in udienza preliminare, non sarà necessario ripeterla in dibattimento, salvo nuove circostanze. La Cassazione precisa, inoltre, che nei giudizi introdotti senza udienza preliminare (es. citazione diretta), le verifiche saranno effettuate in fase dibattimentale, garantendo il rispetto del principio in ogni contesto.

Implicazioni e tutela dei diritti

Le ricadute pratiche di questa interpretazione sono significative:

  • Certezza e uniformità: Fornisce un orientamento chiaro per i giudici, riducendo le incertezze applicative delle nuove norme sul giudizio in assenza.
  • Garanzie difensive: L'obbligo di accertare l'effettiva conoscenza già in udienza preliminare rafforza il diritto dell'imputato a essere informato e a partecipare consapevolmente.
  • Efficienza processuale: Evitando la ripetizione delle verifiche, si contribuisce a snellire le procedure, in linea con gli obiettivi della Riforma Cartabia.
  • Conformità europea: La pronuncia si allinea ai principi del giusto processo e alle direttive della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

Conclusioni

La Sentenza n. 31829 del 2025 della Corte di Cassazione è un tassello fondamentale nell'interpretazione della Riforma Cartabia in materia di giudizio in assenza. Chiarire il momento della verifica sull'effettiva conoscenza del processo e sulla volontaria assenza dell'imputato è cruciale per un'applicazione corretta e uniforme delle nuove norme. Questo orientamento non solo snellisce le procedure e dà maggiore certezza al sistema giudiziario, ma soprattutto consolida le garanzie individuali, ponendo il diritto di difesa al centro del processo penale italiano.

Studio Legale Bianucci