Le associazioni non riconosciute sono pilastri del nostro tessuto sociale, ma la gestione delle loro responsabilità, in particolare quelle fiscali, può essere complessa. La figura del legale rappresentante è centrale, e la sua responsabilità personale, specialmente dopo la cessazione dalla carica, è un tema delicato. L'Ordinanza n. 17611 del 30/06/2025 della Corte di Cassazione offre un chiarimento fondamentale, delineando le condizioni per l'esonero dalla responsabilità ai sensi dell'articolo 38 del Codice Civile. Nel caso che ha visto contrapporsi C. contro A., la pronuncia affronta la sufficienza della comunicazione all'anagrafe fiscale della cessazione della carica per esimere l'ex legale rappresentante da inadempimenti come l'omessa dichiarazione fiscale.
Le associazioni non riconosciute, pur prive di personalità giuridica, sono soggetti di diritto. L'articolo 38 del Codice Civile stabilisce che «Delle obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l'associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione». Questa norma impone una responsabilità personale e solidale a chi ha agito per l'associazione. La cessazione da tale carica richiede, quindi, attenzione per evitare che responsabilità pregresse o future gravino sull'ex rappresentante.
La Cassazione, con l'Ordinanza n. 17611 del 2025, ha esaminato se la mera comunicazione della cessazione della carica di legale rappresentante all'anagrafe fiscale (ai sensi del d.P.R. n. 605 del 1973) sia sufficiente ad esimere dalla responsabilità ex art. 38 c.c. per l'omessa dichiarazione fiscale. La Corte ha bilanciato l'aspetto formale con quello sostanziale, evidenziando che la semplice comunicazione non è sempre sufficiente.
In tema di associazione non riconosciuta, la comunicazione della cessazione della carica di legale rappresentante - tramite apposito modello - all'anagrafe fiscale, ai sensi degli artt. 1, 2 e 7 del d.P.R. n. 605 del 1973, non è sufficiente ad esimere dalla responsabilità ex art. 38 c.c. per l'omessa dichiarazione fiscale dell'associazione, qualora l'attività sia in concreto proseguita, né costituisce presupposto imprescindibile per l'esenzione da detta responsabilità se l'Amministrazione ha appreso, in maniera inequivoca, che al momento della scadenza dei termini per la dichiarazione dei redditi, in concreto omessa, il soggetto non rivestiva più la carica.
Questa massima è di fondamentale importanza e offre due direttrici:
L'Ordinanza n. 17611 del 2025 della Corte di Cassazione è un riferimento chiave per i legali rappresentanti di associazioni non riconosciute. Non basta una mera comunicazione formale per liberarsi da ogni responsabilità; è essenziale che la cessazione della carica sia effettiva e che l'Amministrazione finanziaria ne sia inequivocabilmente a conoscenza. La diligenza nella gestione della transizione e la capacità di dimostrare la conoscenza dell'Amministrazione sono cruciali per tutelarsi. Si raccomanda sempre la consulenza di professionisti legali per una corretta gestione di tali passaggi.