L'Interrogatorio Preventivo e le Nullità a Regime Intermedio: Analisi della Sentenza di Cassazione 27444/2025

Nel complesso e dinamico panorama del diritto processuale penale, la corretta osservanza delle forme e delle garanzie assume un ruolo cruciale per assicurare un "giusto processo". Ogni atto, ogni fase, è scandita da regole precise, la cui violazione può generare vizi più o meno gravi, noti come nullità. Recentemente, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27444 del 09/07/2025 (depositata il 25/07/2025), si è pronunciata su una questione di grande rilevanza pratica e teorica: la natura e i termini di deducibilità dell'omissione dell'interrogatorio preventivo, previsto dall'art. 291, comma 1-quater del Codice di Procedura Penale.

Questa pronuncia, presieduta dal Dott. D. A. G. e relata dalla Dott.ssa P. G. A. R., affronta il caso dell'imputato B. M., il cui ricorso è stato rigettato dal Tribunale della Libertà di Napoli. La Suprema Corte ha colto l'occasione per delineare con precisione il regime giuridico di una specifica nullità, fornendo indicazioni fondamentali per gli operatori del diritto e, in ultima analisi, per la tutela dei diritti dei cittadini.

Il Cuore della Questione: L'Interrogatorio Preventivo e le Garanzie Difensive

Il punto focale della decisione ruota attorno all'art. 291, comma 1-quater c.p.p. Questo articolo, introdotto per rafforzare le garanzie difensive, prevede che il pubblico ministero, prima di richiedere l'applicazione di una misura cautelare personale, debba procedere all'interrogatorio del soggetto indagato, salvo casi eccezionali. L'obiettivo è quello di consentire all'indagato di fornire la propria versione dei fatti e di difendersi prima ancora che venga formulata una richiesta restrittiva della libertà personale.

L'omissione di tale interrogatorio preventivo rappresenta una grave lesione del diritto di difesa, principio cardine del nostro ordinamento, sancito dall'art. 24 della Costituzione e dall'art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. La Cassazione è stata chiamata a stabilire quali siano le conseguenze di tale omissione e, soprattutto, entro quali termini e con quali modalità tale vizio possa essere fatto valere.

La Massima della Cassazione e il Concetto di Nullità a Regime Intermedio

La sentenza in esame cristallizza un principio fondamentale che chiarisce il regime giuridico di questa specifica violazione. Ecco la massima integrale:

In tema di nullità processuali, l'omissione del previo interrogatorio ai sensi dell'art. 291, comma 1-quater, cod. proc. pen., nei casi in cui esso sia prescritto, integra una nullità c.d. a regime intermedio ex art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., che può essere dedotta per la prima volta dinanzi al tribunale del riesame o da questo rilevata "ex officio" anche nel caso in cui non sia stata eccepita dall'interessato in sede di interrogatorio postumo di garanzia svolto nelle more, non essendo per contro deducibile per la prima volta oltre detta fase procedimentale.

Questa pronuncia è di estrema importanza. La Corte qualifica l'omissione dell'interrogatorio preventivo come una "nullità a regime intermedio" ai sensi dell'art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p. Ma cosa significa esattamente "nullità a regime intermedio"? Nel nostro sistema processuale, le nullità si distinguono in assolute, a regime intermedio e relative, in base alla loro gravità e al regime di deducibilità e sanatoria. Le nullità a regime intermedio sono quelle che, pur non essendo sanabili in ogni caso (come le relative), non sono neppure rilevabili in ogni stato e grado del processo (come le assolute).

La Cassazione stabilisce che tale nullità può essere dedotta per la prima volta dinanzi al Tribunale del Riesame. Questo è il momento cruciale per far valere la violazione. Non solo, il Tribunale del Riesame può anche rilevarla d'ufficio, cioè autonomamente, anche se non è stata espressamente eccepita dalla difesa. È un'apertura importante che sottolinea la gravità del vizio e l'attenzione del legislatore e della giurisprudenza alla tutela dei diritti fondamentali.

Un aspetto fondamentale chiarito dalla sentenza è che la nullità può essere fatta valere al Riesame anche se non è stata eccepita dall'interessato durante l'interrogatorio postumo di garanzia (quello previsto dall'art. 294 c.p.p. dopo l'esecuzione della misura cautelare). Questo evita che una svista o una mancanza di conoscenza immediata del vizio possa precludere definitivamente la possibilità di far valere il proprio diritto. Tuttavia, la pronuncia pone un limite invalicabile: tale nullità non è più deducibile per la prima volta oltre la fase del riesame. Questo significa che, una volta superata tale fase, la possibilità di contestare l'omissione dell'interrogatorio preventivo è preclusa.

Implicazioni Pratiche e Tutela dei Diritti

Le conseguenze pratiche di questa sentenza sono significative per tutti coloro che si trovano ad affrontare un procedimento penale e, in particolare, per i difensori. Ecco alcuni punti chiave:

  • **Termine perentorio:** La fase del Tribunale del Riesame diventa il momento cruciale per eccepire l'omissione dell'interrogatorio preventivo. Un'azione tempestiva e informata è indispensabile.
  • **Ruolo del Tribunale del Riesame:** Viene rafforzato il ruolo di garanzia del Tribunale del Riesame, non solo come giudice della legittimità e del merito della misura cautelare, ma anche come baluardo contro le violazioni procedurali gravi.
  • **Importanza dell'interrogatorio preventivo:** La sentenza ribadisce la centralità dell'interrogatorio previsto dall'art. 291, comma 1-quater c.p.p. come strumento essenziale di garanzia per l'indagato, sottolineando come la sua omissione non sia un mero errore formale, ma un vizio con precise conseguenze giuridiche.
  • **Vigilanza difensiva:** Per la difesa, è fondamentale verificare sempre la regolarità della procedura, accertando che l'interrogatorio preventivo sia stato correttamente espletato nei casi in cui è prescritto.

Questa decisione contribuisce a definire meglio il perimetro delle garanzie difensive, bilanciando l'esigenza di celerità processuale con la necessità di assicurare la piena tutela dei diritti fondamentali dell'indagato.

Conclusioni

La sentenza della Corte di Cassazione n. 27444 del 2025 rappresenta un importante chiarimento in materia di nullità processuali penali. Essa conferma l'impegno della giurisprudenza a garantire la piena osservanza delle norme che tutelano il diritto di difesa, pur stabilendo limiti temporali precisi per la deducibilità di tali vizi. Comprendere la natura di una nullità a regime intermedio e i termini per la sua deduzione è essenziale per ogni avvocato penalista e per chiunque si trovi coinvolto in un procedimento penale. La prontezza e la competenza nella gestione di queste delicate questioni procedurali possono fare la differenza nell'esito di un processo.

Studio Legale Bianucci