Il confine tra attività privata e funzione di interesse pubblico è spesso oggetto di complesse questioni giuridiche. La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 23333 del 23 giugno 2025 (Rv. 288185-01), ha fornito un chiarimento fondamentale sulla figura dello "steward" addetto al controllo degli accessi negli eventi sportivi. Questa pronuncia annulla una condanna per corruzione e ridefinisce la qualifica giuridica di tali operatori, con importanti implicazioni per i reati contro la Pubblica Amministrazione.
Il sig. C. S., uno steward, era stato condannato per corruzione propria (artt. 319 e 320 c.p.) dalla Corte d'Appello di Bologna per aver consentito, in cambio di denaro, l'ingresso a una partita di calcio a persone prive di biglietto. La Cassazione ha dovuto stabilire se uno steward, nel suo ruolo di verifica dei biglietti, potesse essere considerato un "incaricato di pubblico servizio" ai sensi della legge penale. La risposta negativa della Suprema Corte ha portato all'annullamento senza rinvio della condanna.
L'articolo 358 del Codice Penale definisce l'incaricato di pubblico servizio come chi esercita un pubblico servizio senza essere pubblico ufficiale, richiedendo poteri autoritativi o certificativi.
In tema di delitti contro la pubblica amministrazione, non riveste la qualifica soggettiva di incaricato di pubblico servizio lo "steward" addetto al controllo dei biglietti di accesso a eventi sportivi, in quanto l'attività svolta non gli consente di adottare atti conformativi verso i soggetti controllati e nei suoi confronti è estesa, limitatamente a specifici reati, la tutela penale prevista per i pubblici agenti. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato la decisione di condanna per il delitto di corruzione propria di uno "steward" che, in cambio di una somma di denaro, aveva consentito l'ingresso a una partita di calcio a soggetti privi dei relativi biglietti).
La Corte ha chiarito che l'attività dello steward non gli conferisce il potere di adottare "atti conformativi" verso i soggetti controllati. La sua funzione si limita a una verifica e, in caso di irregolarità, a segnalare o impedire l'accesso, senza un autonomo potere decisionale di natura pubblicistica.
È importante notare che la tutela penale per i pubblici agenti è estesa agli steward solo per "specifici reati", come violenza o resistenza (artt. 336, 337, 339 c.p.), in virtù di normative speciali (es. Legge 401/1989, art. 6 quater). Questa estensione non si applica ai reati di corruzione, che richiedono la qualifica specifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
Questa pronuncia delimita la nozione di incaricato di pubblico servizio. Le implicazioni sono:
La Sentenza n. 23333 del 2025 offre maggiore certezza giuridica. La Suprema Corte ha ribadito l'importanza di un'interpretazione rigorosa delle qualifiche soggettive nei reati contro la Pubblica Amministrazione, evidenziando la necessità di analizzare attentamente la natura delle funzioni svolte.