Danneggiamento di Cose Destinate a Pubblica Reverenza: La Cassazione Conferma la Procedibilità d'Ufficio (Sentenza n. 27177/2025)

Il panorama giuridico italiano è in costante evoluzione, e le pronunce della Corte di Cassazione giocano un ruolo fondamentale nel delineare l'interpretazione e l'applicazione delle norme. Un recente e significativo intervento della Suprema Corte, con la Sentenza n. 27177 depositata il 24 luglio 2025 (Pres. B. S., Est. A. L.), ha posto un punto fermo su una questione di grande rilevanza: la procedibilità del delitto di danneggiamento di cose destinate a pubblica reverenza. Questa decisione è particolarmente importante alla luce delle recenti modifiche legislative introdotte dal D.Lgs. n. 31 del 2024, noto per aver esteso il regime di procedibilità a querela per diverse fattispecie di reato. Ma cosa significa esattamente e quali sono le implicazioni di questa pronuncia?

Il Contesto Normativo: Riforma Cartabia e Procedibilità dei Reati

La Riforma Cartabia, attuata attraverso diversi decreti legislativi, tra cui il D.Lgs. 19 marzo 2024, n. 31, ha avuto come uno degli obiettivi principali quello di snellire il sistema giudiziario, introducendo, tra le altre cose, un'estensione del regime di procedibilità a querela per una serie di reati che in precedenza erano perseguibili d'ufficio. L'idea di fondo è quella di lasciare alla persona offesa la scelta di attivare o meno il procedimento penale per reati di minore gravità o che incidono prevalentemente su interessi privati, liberando così risorse per indagini più complesse.

Nello specifico, l'art. 1, comma 1, lett. b) del D.Lgs. n. 31 del 2024 ha modificato l'art. 635, comma secondo, n. 1) del Codice Penale, estendendo la procedibilità a querela anche ai fatti commessi su cose esposte per necessità, consuetudine o destinazione alla pubblica fede, richiamando l'art. 625, comma primo, n. 7, c.p. Questo ha generato un interrogativo interpretativo: tale estensione si applica anche ai beni che, oltre ad essere esposti alla pubblica fede, sono destinati a pubblica reverenza?

La Posizione della Cassazione: Perché la Procedibilità d'Ufficio Rimane

La Suprema Corte, con la sentenza in esame, ha risposto in modo chiaro e inequivocabile: NO. Il delitto di danneggiamento di cose destinate a pubblica reverenza continua ad essere procedibile d'ufficio, indipendentemente dalle recenti modifiche normative. La pronuncia, che ha rigettato il ricorso proposto dall'imputato Z. G. contro la sentenza della Corte d'Appello dell'Aquila, ha sottolineato una distinzione fondamentale.

La ragione di questa esclusione risiede nella speciale natura del bene giuridico tutelato. Il danneggiamento di cose esposte alla pubblica fede (art. 625, comma 1, n. 7 c.p.) riguarda principalmente la fiducia che la collettività ripone nella protezione di beni lasciati incustoditi. Quando, però, il bene danneggiato assume una valenza simbolica o commemorativa per la comunità, la lesione non è solo patrimoniale o della pubblica fede, ma colpisce un valore ben più profondo: la sensibilità e il rispetto collettivo per la memoria storica, i simboli nazionali o religiosi, o comunque oggetti di profonda importanza sociale. La sentenza ha riguardato, in particolare, il danneggiamento di una corona di alloro, avente funzione commemorativa delle vittime delle Foibe. Un atto che, per la sua intrinseca offensività verso la memoria collettiva, trascende la mera lesione patrimoniale.

Le motivazioni della Corte si basano sulla necessità di tutelare un interesse pubblico primario, che non può essere rimesso alla discrezionalità del singolo o della persona offesa. La procedibilità d'ufficio garantisce che lo Stato possa intervenire per tutelare beni di alto valore sociale e simbolico, anche in assenza di una querela, riconoscendo la gravità dell'atto e il suo impatto sulla collettività.

  • **Reati procedibili a querela:** Richiedono l'iniziativa della persona offesa per avviare il procedimento penale.
  • **Reati procedibili d'ufficio:** L'autorità giudiziaria può agire autonomamente non appena ha notizia del reato, senza necessità di una querela.
  • **Il D.Lgs. 31/2024:** Ha esteso la procedibilità a querela per molti reati, ma con limiti ben precisi.

La Massima della Sentenza e il Nostro Commento

E' procedibile d'ufficio il delitto di danneggiamento di cose destinate a pubblica reverenza, anche a seguito dell'estensione del regime di perseguibilità a querela, effettuata dall'art. 1, comma 1, lett. b), d.lgs. 19 marzo 2024, n. 31, relativamente alle ipotesi previste dall'art. 635, comma secondo, n. 1), cod. pen., riguardanti i fatti commessi su cose esposte per necessità o per consuetudine o per destinazione alla pubblica fede di cui all'art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen. (Fattispecie relativa al danneggiamento di una corona di alloro, avente funzione commemorativa delle vittime delle Foibe).

Questa massima cristallizza il principio secondo cui il legislatore, pur mirando a una maggiore deflazione processuale, non ha inteso minimamente depotenziare la tutela di beni che rappresentano la memoria e i valori condivisi di una comunità. Il danneggiamento di una corona di alloro commemorativa delle vittime delle Foibe non è un semplice atto vandalico, ma un'offesa al sentimento di rispetto e alla memoria storica collettiva. La Corte di Cassazione, presieduta da B. S. e con relatore A. L., ha sapientemente interpretato la volontà legislativa, distinguendo tra il mero danneggiamento di beni esposti alla pubblica fede e quello che colpisce oggetti di "pubblica reverenza". In questo secondo caso, la lesione è più profonda e diffusa, coinvolgendo l'intera comunità e giustificando, pertanto, l'intervento d'ufficio dello Stato.

Conclusioni

La Sentenza n. 27177 del 2025 della Corte di Cassazione rappresenta un monito importante e un chiarimento essenziale per gli operatori del diritto e per la cittadinanza. Essa ribadisce la ferma volontà dell'ordinamento giuridico di proteggere i simboli e i luoghi della memoria collettiva, riconoscendone il valore inestimabile e irrinunciabile per la coesione sociale. Nonostante le riforme che tendono a una maggiore procedibilità a querela, esistono ancora ambiti in cui l'interesse pubblico prevale, garantendo una tutela più robusta e incondizionata. Il danneggiamento di una cosa destinata a pubblica reverenza non è un reato che può essere archiviato con leggerezza; è un atto che interpella la coscienza civica e merita la piena attenzione della giustizia.

Studio Legale Bianucci