La sentenza n. 39341 del 26 giugno 2023, emessa dalla Corte di Cassazione, offre un'importante riflessione sulle misure da adottare nei confronti di chi commette reati di violenza domestica o di genere. In particolare, essa analizza gli obblighi trattamentali previsti dall'articolo 165, comma quinto, del codice penale, introdotti dal cosiddetto "Codice rosso". Questo articolo stabilisce che la sospensione condizionale della pena per tali reati è subordinata alla partecipazione a specifici percorsi di rieducazione.
La sentenza chiarisce che l'obbligo di partecipazione a percorsi di trattamento per gli autori di reati di violenza domestica ha un contenuto special-preventivo. Questo significa che non si tratta di una semplice riparazione del danno, ma di un intervento mirato a prevenire la recidiva, attraverso la rieducazione del soggetto con l'ausilio di esperti. L'obiettivo primario è quello di scongiurare il rischio che tali comportamenti violenti possano ripetersi.
Reati da "codice rosso" di violenza domestica o di genere - Obblighi trattamentali ex art. 165, comma quinto, cod. pen. - Assimilabilità agli altri obblighi a matrice riparativa - Esclusione - Conseguenze - Partecipazione a generici trattamenti contro le dipendenze - Diniego del beneficio - Legittimità - Fattispecie. In tema di sospensione condizionale della pena, l'obbligo di partecipazione ai percorsi trattamentali di cui all'art. 165, comma quinto, cod. pen., introdotto dall'art. 6, comma 1, legge 19 luglio 2019 n. 69 (cd. "Codice rosso"), cui è subordinato il riconoscimento del beneficio in favore degli autori di reati di violenza domestica o di genere, ha un contenuto special-preventivo del tutto differente dalle altre forme di riparazione contemplate dallo stesso art. 165, essendo volto a scongiurare, attraverso la rieducazione del soggetto e con l'ausilio di esperti, il pericolo di recidivanza rispetto a tali reati, sicché è legittimo il diniego del beneficio in caso di partecipazione a programmi di recupero delle dipendenze (nella specie, tossicologica ed alcolica) privi dei suddetti requisiti di specificità.
La sentenza n. 39341 del 2023 rappresenta un passo significativo nella lotta contro la violenza di genere, sottolineando l'importanza di interventi specifici e mirati per il trattamento degli autori di tali reati. È essenziale che il sistema giuridico continui a dare priorità alla prevenzione della recidiva, garantendo che i programmi di rieducazione siano adeguati e pertinenti. Solo così si potrà realmente contribuire a un cambiamento positivo nella società.