La "Regola delle Tre A": Il Diritto al Corrispettivo per le Strutture Sanitarie Private – Commento all'Ordinanza n. 16683/2025

Nel complesso panorama del diritto sanitario italiano, l'Ordinanza della Corte di Cassazione n. 16683 del 22 giugno 2025 fornisce chiarimenti essenziali sui presupposti per il diritto al corrispettivo dei servizi diagnostici erogati da enti privati convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Questa pronuncia, che ha visto contrapporsi L. e A., ha cassato con rinvio una decisione della Corte d'Appello di Salerno, riaffermando principi cardine e introducendo la chiara "regola delle tre A".

La "Regola delle Tre A": Presupposti Indispensabili per il Diritto al Corrispettivo

Il fulcro dell'Ordinanza n. 16683/2025 è l'enunciazione della cosiddetta "regola delle tre A". Questo principio stabilisce che il diritto al corrispettivo per i servizi diagnostici erogati da una struttura privata dipende dalla contemporanea sussistenza di tre elementi fondamentali. Si tratta di condizioni cumulative, la cui assenza compromette il diritto al pagamento. La Cassazione ha ribadito la natura pubblicistica di tali rapporti, che trascende la mera logica contrattuale, ancorandosi saldamente alla legge.

Il diritto al corrispettivo dei servizi diagnostici erogati da una struttura sanitaria privata sorge in presenza di tre presupposti costitutivi (cd. regola delle "tre A"), che sono rappresentati, oltre che dall'accordo contrattuale concluso a norma dell'art. 8-quinquies del d.lgs. n. 502 del 1992, dall'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria e dall'accreditamento istituzionale, rispettivamente previsti dagli artt. 8-ter e 8-quater del medesimo decreto legislativo, sì che la fonte del diritto alla percezione dei corrispettivi deve ravvisarsi, piuttosto che sul piano negoziale, nella stessa legge.

Questa massima è cruciale: per il diritto al pagamento, una struttura deve possedere l'Accordo Contrattuale (art. 8-quinquies D.Lgs. 502/1992), l'Autorizzazione all'esercizio (art. 8-ter) e l'Accreditamento Istituzionale (art. 8-quater). La Corte evidenzia che la fonte di tale diritto è la legge stessa, non un semplice contratto. La mancanza di una sola delle "tre A" impedisce il sorgere del diritto al corrispettivo. Un monito importante per tutti gli operatori del settore.

  • Accordo Contrattuale: Intesa con il SSN per l'erogazione delle prestazioni, come previsto dall'art. 8-quinquies del D.Lgs. n. 502/1992.
  • Autorizzazione all'Esercizio: Permesso amministrativo che consente alla struttura di operare legalmente, ai sensi dell'art. 8-ter del D.Lgs. n. 502/1992.
  • Accreditamento Istituzionale: Attestazione che la struttura possiede i requisiti per operare per conto del SSN, disciplinato dall'art. 8-quater del D.Lgs. n. 502/1992.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

L'Ordinanza n. 16683/2025 rafforza la necessità di una scrupolosa osservanza della "regola delle tre A" da parte delle strutture sanitarie private. Questa pronuncia tutela sia la correttezza amministrativa e la gestione dei fondi pubblici, sia la qualità del servizio offerto, garantendo che solo le strutture pienamente conformi ai requisiti legali possano accedere ai fondi pubblici per le prestazioni sanitarie. Un punto fermo per la legalità e l'efficienza nel sistema sanitario italiano.

Studio Legale Bianucci