Nel delicato ambito del diritto militare, l'osservanza delle regole è fondamentale. Ogni militare è tenuto a rispettare precise prescrizioni, la cui violazione può configurare gravi reati. La recente sentenza n. 24919, depositata il 7 luglio 2025, della Corte di Cassazione (Pres. M. Boni, Rel. S. Aprile), offre un chiarimento cruciale sul reato di violata consegna, disciplinato dall'articolo 120 del Codice Penale Militare di Pace (CPMP).
Il reato di violata consegna sanziona il militare che non osserva le disposizioni impartite per un servizio. Ci si chiede spesso se tali prescrizioni debbano essere esplicitamente richiamate nell'ordine specifico. La sentenza in esame, rigettando il ricorso dell'imputato S. Vergara, affronta proprio questo punto. Il caso riguardava un militare che aveva violato direttive sulla custodia delle armi (contenute in una circolare interna), pur non essendo tale circolare menzionata nell'ordine di servizio che gli assegnava un compito in abiti civili con armamento ordinario.
La Suprema Corte ha ribadito un principio cardine: la "consegna" non si limita alle istruzioni impartite al momento, ma include un più ampio corpus di regole. Ecco la massima:
Ai fini della configurabilità del reato di violata consegna, di cui all'art. 120 cod. pen. mil. pace, vengono in rilievo tutte le prescrizioni tassative, generali o particolari, permanenti o temporanee, scritte o verbali, impartite per l'adempimento di un determinato servizio al fine di regolarne le modalità di esecuzione, indipendentemente dal loro specifico e diretto richiamo nell'ordine particolare. (Fattispecie relativa alla violazione di quanto prescritto da una circolare in tema di custodia delle armi, nella quale si è ritenuto irrilevante che detta circolare non fosse stata richiamata nell'ordine specifico con cui si era disposto che l'imputato svolgesse un servizio in abiti civili portando al seguito l'armamento ordinario, in quanto contenente disposizioni integrative in ordine al comportamento da osservare nell'espletamento di tale tipo di servizio).
Questo passaggio è cruciale: il militare è tenuto a conoscere e rispettare tutte le disposizioni che integrano e specificano le modalità di esecuzione di un servizio, anche se non richiamate testualmente nell'ordine specifico. L'irrilevanza del richiamo diretto evidenzia che la consegna è composta da regole:
Nel caso specifico, la circolare sulla custodia delle armi era una disposizione integrativa essenziale, la cui inosservanza configurava il reato, indipendentemente dal suo richiamo nell'ordine.
Questa sentenza ha un impatto significativo sulla responsabilità del personale militare. Non basta eseguire l'ordine diretto; è fondamentale conoscere e applicare tutte le normative, i regolamenti e le circolari che, pur non menzionate nell'ordine, sono parte integrante della "consegna". Questo vale specialmente per aspetti critici come la sicurezza e la gestione degli armamenti. La giurisprudenza rafforza l'idea che la responsabilità del militare richiede una partecipazione attiva e consapevole alla conoscenza e all'applicazione delle regole.
La sentenza n. 24919 del 2025 rappresenta un importante punto di riferimento. Sottolinea che la diligenza e la professionalità del militare si manifestano anche nella proattiva conoscenza e nell'applicazione delle disposizioni integrative, garantendo il rispetto della legge, l'efficienza operativa e la sicurezza nelle Forze Armate.