La lotta alla droga è una priorità legale. Il reato di istigazione al consumo (art. 82 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309) è centrale. Ma se la persona istigata ha già fatto uso di droghe, la situazione cambia? La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 22075 del 12 giugno 2025 (Rv. 288260-01), ha fornito una risposta definitiva e cruciale.
L'articolo 82 del D.P.R. 309/90 punisce chi istiga all'uso di stupefacenti, tutelando la salute pubblica e individuale. La Suprema Corte, presieduta da DI NICOLA V. e con Relatore ANDRONIO A. M., ha esaminato un ricorso (dichiarato inammissibile) contro una decisione della Corte d'Appello di Firenze del 19 dicembre 2023, riguardante l'imputato G. P.M. P. G. La questione era se il pregresso consumo della persona offesa escludesse la configurabilità del reato. La Cassazione ha chiarito che no.
Il delitto previsto dall'art. 82 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, incrimina qualsiasi condotta idonea a determinare o ad incentivare l'altrui volontà di fare uso di stupefacenti, a prescindere dall'eventuale pregresso consumo di essi da parte della persona offesa, essendo ciò irrilevante ai fini della configurabilità del reato, posto che esso ha finalità di tutela generale e individuale, in funzione della prevenzione di ogni forma di influenza, suggestione, sollecitazione o coazione psicologica sul soggetto passivo.
Questa massima è fondamentale. La Corte stabilisce che il pregresso consumo è irrilevante. Il reato protegge chiunque, sia che non abbia mai usato droghe sia che ne abbia già fatto uso. L'obiettivo è impedire che qualsiasi condotta "determini o incentivi" il consumo, come primo approccio o per rafforzare un'abitudine. La norma è uno scudo contro ogni pressione psicologica.
L'interpretazione della Suprema Corte si basa sulla duplice finalità dell'articolo 82: tutela generale e individuale. La legge scoraggia comportamenti che alimentano il consumo di droga e protegge da:
Anche chi ha già consumato è vulnerabile. La legge offre protezione per prevenire ricadute o aggravamenti, in linea con precedenti giurisprudenziali (es. N. 16041 del 2001) che hanno sempre interpretato estensivamente l'art. 82.
La Sentenza n. 22075 del 2025 della Cassazione conferma un principio cardine: l'irrilevanza del pregresso consumo di droga della persona offesa per il delitto di istigazione. Questa pronuncia rafforza l'efficacia preventiva e protettiva dell'articolo 82 del D.P.R. 309/90, salvaguardando la salute e la libertà di autodeterminazione di ogni individuo. È una guida chiara per gli operatori legali sull'ampiezza della tutela penale in un settore così delicato.