Recentemente, l'Ordinanza n. 307 del 08 gennaio 2025 ha suscitato interesse nel campo del diritto tributario, in particolare riguardo alla tassazione dei proventi derivanti da attività illecita. La Corte ha stabilito importanti principi riguardanti il periodo d'imposta e i criteri di individuazione per l'imposizione fiscale. Questo articolo si propone di chiarire il contenuto della sentenza, rendendolo accessibile anche a chi non è esperto in materia.
Con l'ordinanza n. 307 dell'8 gennaio 2025, la sezione tributaria della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale di Venezia del 18 settembre 2019. La questione riguarda il periodo d'imposta al quale imputare i redditi costituiti da proventi di attività illecita.
Proventi derivanti da attività illecita - Tassazione - Periodo d'imposta - Individuazione - Criteri. In tema di IRPEF, il periodo d'imposta al quale imputare i redditi, costituiti da proventi di attività illecita, va individuato facendo riferimento al momento in cui viene acquisita la disponibilità degli stessi, coincidente con la realizzazione del presupposto impositivo fissato dall'art. 1 del d.P.R. n. 917 del 1986.
Il principio riguarda il momento al quale imputare i redditi considerati nella decisione. La disponibilità dei proventi coincide, secondo la massima, con la realizzazione del presupposto impositivo previsto dall'art. 1 del d.P.R. n. 917 del 1986: non si tratta di due momenti che la Corte contrappone.
Il criterio indicato dalla Corte richiede di individuare quando il contribuente abbia acquisito la disponibilità dei proventi. La massima affronta questo profilo temporale; non è una trattazione completa della disciplina tributaria di ogni tipo di provento illecito.
L'ordinanza collega quindi il periodo d'imposta alla disponibilità dei redditi oggetto del giudizio, senza introdurre una diversa data di tassazione contrapposta alla realizzazione del presupposto impositivo.
L'ordinanza n. 307 del 2025 chiarisce il criterio temporale di imputazione dei redditi esaminati. Per applicarlo al caso concreto occorre individuare il momento in cui è stata acquisita la disponibilità dei proventi.
Fonte: Corte di Cassazione, rassegna ufficiale del Massimario. Cass. civ., sezione tributaria, ordinanza 8 gennaio 2025, n. 307, Rv. 673821-01.