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Ingiuria e diffamazione: sentenza n. 17563 del 2023

La Cassazione, nella sentenza n. 17563, deliberata il 23 marzo e depositata il 27 aprile 2023, ha esaminato uno scritto offensivo recapitato alle persone offese e ad altri partecipanti a una serata alla quale l’autore non era presente.

La presenza dell’autore e la possibilità di replica

La massima distingue l’ingiuria, depenalizzata, dalla diffamazione, che resta un delitto. L’ipotesi di ingiuria aggravata dalla presenza di più persone richiede la presenza contestuale dell’offeso, dei terzi e dello stesso offensore, fisicamente o virtualmente. Nel caso descritto mancava l’interlocuzione diretta tra autore e destinatari: la Corte ha ritenuto corretta la qualificazione come diffamazione.

Applicazione alle comunicazioni virtuali

Anche con le moderne tecnologie occorre verificare la presenza contestuale dei soggetti e la possibilità di interlocuzione e replica. La decisione non autorizza una scorciatoia secondo cui il solo ritardo nella risposta renda automaticamente diffamatorio qualsiasi messaggio: contano le condizioni concrete della comunicazione.

Fonte: massima ufficiale della Corte di Cassazione.

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