La protezione delle vittime di violenza domestica è una priorità assoluta. L'ordine di allontanamento urgente dalla casa familiare, previsto dall'articolo 384-bis del Codice di Procedura Penale, è uno strumento essenziale per un intervento rapido in situazioni di pericolo. L'applicazione di questa misura può generare dubbi, specialmente quando l'indagato si rende irreperibile. Su tale questione cruciale è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 19620 del 05/03/2025, fornendo un chiarimento interpretativo di grande rilevanza per la prassi giudiziaria.
L'art. 384-bis c.p.p. consente alla polizia giudiziaria di disporre l'allontanamento in presenza di gravi indizi di colpevolezza e di un concreto pericolo di reiterazione di reati come maltrattamenti o stalking. Questa misura precautelare è volta a proteggere immediatamente la vittima. Data la sua natura eccezionale e l'urgenza, è soggetta a un rigoroso controllo giurisdizionale: entro termini brevi, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) deve valutarne la convalida, verificando la sussistenza dei presupposti di legge.
Il caso esaminato dalla Suprema Corte, con la sentenza n. 19620 del 05/03/2025 (depositata il 26/05/2025), riguardava un provvedimento di allontanamento urgente annullato dal GIP del Tribunale di Pescara, presumibilmente a causa dell'irreperibilità dell'indagato, il sig. P. P.M. La Cassazione, presieduta dal Dott. A. E. e con relatore la Dott.ssa T. D., ha cassato tale decisione, affermando un principio di diritto fondamentale. La massima è la seguente:
In tema di allontanamento urgente dalla casa familiare, disposto ai sensi dell'art. 384-bis cod. proc. pen., l'irreperibilità dell'indagato non osta alla convalida del provvedimento, ove ne ricorrano i presupposti di legge, dovendo il giudice provvedere in ogni caso alla verifica della legalità dell'operato della polizia giudiziaria.
Questa statuizione chiarisce che l'irreperibilità dell'indagato non impedisce la convalida dell'allontanamento urgente. Il compito del GIP, in questa fase, non è quello di interrogare l'indagato, ma di verificare la legittimità e la fondatezza del provvedimento della polizia giudiziaria. Il giudice deve accertare i gravi indizi, il pericolo di reiterazione e il rispetto dei termini procedurali, elementi indipendenti dalla presenza fisica dell'indagato. Questo controllo di legalità sull'operato della polizia evita che l'assenza dell'indagato possa vanificare una misura essenziale per la sicurezza delle vittime.
La sentenza n. 19620/2025 della Cassazione rafforza l'efficacia dell'ordine di allontanamento urgente. Essa stabilisce che la tutela delle vittime non può essere compromessa da ostacoli procedurali legati alla condotta dell'indagato, garantendo la convalida delle misure di protezione. Al contempo, riafferma il ruolo del GIP come garante della legalità, chiamato a un controllo scrupoloso e indipendente sui presupposti del provvedimento. Questo equilibrio tra rapidità d'intervento e rispetto delle garanzie è fondamentale per una giustizia efficace nella lotta alla violenza domestica.