Nel complesso e spesso intricato panorama del diritto edilizio, le pronunce della Corte di Cassazione rappresentano fari indispensabili per orientare operatori del settore, professionisti legali e cittadini. Una recente sentenza, la n. 10054 depositata il 13/03/2025, affronta un tema di particolare rilevanza: la realizzazione di una sopraelevazione su una costruzione già abusiva e le relative conseguenze in termini di reato e ordine di demolizione. Questa decisione non solo ribadisce principi consolidati ma ne estende la portata, delineando un quadro di estrema severità per chi ignora le normative.
La vicenda processuale ha visto coinvolta l'imputata P. T., la cui posizione è stata esaminata dalla Corte di Appello di Catanzaro, la quale aveva dichiarato inammissibile il ricorso. Il fulcro della questione verteva sulla natura giuridica di una sopraelevazione edificata su un manufatto già realizzato “sine titulo”, ovvero senza le necessarie autorizzazioni edilizie. La domanda cruciale era se tale sopraelevazione costituisse un nuovo reato autonomo e, in caso affermativo, quali fossero le implicazioni sull'intero complesso edilizio, specie in presenza di una preesistente istanza di condono per la parte originaria.
La Suprema Corte, con la presidenza di L. R. e l'estensore E. G., ha fornito una risposta chiara e inequivocabile, stabilendo principi che avranno un impatto significativo sulla prassi e sulla giurisprudenza futura in materia di abusi edilizi. La massima estrapolata dalla sentenza, che qui riportiamo per esteso, è illuminante:
In tema di reati edilizi, la sopraelevazione di una costruzione realizzata "sine titulo" e non sanzionata costituisce ripresa dell'attività criminosa originaria, integrante, in quanto tale, un nuovo reato, sicché l'ordine di demolizione seguito alla condanna del soggetto che se n'è reso autore afferisce all'intero manufatto abusivo e, nel caso in cui sia stata presentata e penda ancora istanza di condono in relazione alla parte dell'immobile inizialmente edificata, questa non sarà sanabile, al pari della successiva sopraelevazione.
Questa massima cristallizza un principio fondamentale: la sopraelevazione su un abuso preesistente non è una mera continuazione o aggravamento dell'illecito iniziale, ma configura un vero e proprio