La sentenza n. 34098 del 28 giugno 2023, depositata il 2 agosto dello stesso anno, offre spunti significativi per comprendere la complessità del delitto di cui all'art. 391-bis del codice penale italiano. In particolare, la Corte di Cassazione ha esaminato la questione della condotta agevolativa nel contesto del regime di detenzione speciale previsto dall'art. 41-bis dell'ordinamento penitenziario.
Secondo la Corte, la condotta agevolativa incriminata presuppone l'elusione delle prescrizioni imposte a un detenuto sottoposto al regime differenziato. Questo significa che la semplice violazione delle regole non è sufficiente per configurare il reato, ma è necessaria una condotta caratterizzata da malizia o astuzia. La Corte ha quindi escluso che una mera infrazione possa integrare l'elemento soggettivo richiesto dalla norma.
01 Presidente: DI STEFANO PIERLUIGI. Estensore: COSTANZO ANGELO. Relatore: COSTANZO ANGELO. Imputato: FONTANA IGNAZIO. P.M. VENEGONI ANDREA. (Parz. Diff.) Annulla senza rinvio, CORTE APPELLO L'AQUILA, 21/11/2022 563000 ISTITUTI DI PREVENZIONE E DI PENA (ORDINAMENTO PENITENZIARIO) - Delitto di cui all'art. 391-bis cod. pen. - Condotta agevolativa - Mera violazione delle prescrizioni imposte - Sufficienza - Esclusione - Malizia o astuzia - Necessità - Ragioni. La condotta agevolativa incriminata dal delitto di cui all'art. 391-bis cod. pen. presuppone l'elusione delle prescrizioni imposte al detenuto sottoposto al regime differenziato di cui all'art. 41-bis ord. pen., ossia una violazione delle prescrizioni inerenti a tale regime, da parte del soggetto agente, sorretta da malizia o astuzia.
La sentenza fa riferimento non solo al codice penale, ma anche a norme specifiche dell'ordinamento penitenziario e a orientamenti giurisprudenziali precedenti. Tra i riferimenti normativi, sono citati l'art. 391-bis c.p. e l'art. 41-bis dell'ordinamento penitenziario, che stabiliscono le condizioni di detenzione per i soggetti considerati particolarmente pericolosi.
Questa sentenza si inserisce in un contesto normativo molto rigoroso, volto a garantire la sicurezza e a prevenire comportamenti illeciti da parte di detenuti considerati ad alto rischio.
In conclusione, la sentenza n. 34098 del 2023 rappresenta un importante tassello nella comprensione del delitto di condotta agevolativa e dei requisiti necessari per la sua configurabilità. La necessità di dimostrare la malizia o l'astuzia nella violazione delle prescrizioni imposte ai detenuti evidenzia un approccio giuridico attento e rigoroso, che mira a distinguere tra semplici infrazioni e comportamenti realmente pericolosi. Questo chiarimento è fondamentale per una corretta applicazione della norma e per la tutela dei diritti dei detenuti, ma anche per la sicurezza della società nel suo complesso.