La tutela dei richiedenti asilo è un tema cruciale. L'Ordinanza n. 15773 del 12 giugno 2025 della Cassazione (Pres. L. T., Est. R. C.) chiarisce i poteri del giudice nazionale nel giudizio di rinvio sull'applicazione della “clausola discrezionale” del Regolamento (UE) n. 604 del 2013 (Dublino III). Questa decisione, nel caso M. contro H., è fondamentale per l'ampiezza del sindacato giurisdizionale e la considerazione di nuovi elementi fattuali per una tutela più completa dei richiedenti asilo.
Dublino III stabilisce lo Stato competente per le domande di protezione internazionale, prevenendo richieste multiple. L'articolo 17 introduce la "clausola discrezionale", permettendo a uno Stato, anche se non competente, di esaminare la domanda per ragioni umanitarie o familiari. È cruciale per tutelare situazioni vulnerabili.
L'Ordinanza n. 15773/2025 si concentra sul giudizio di rinvio dopo la cassazione di un provvedimento di annullamento di trasferimento. La Suprema Corte ha precisato il sindacato che il giudice nazionale deve esercitare sull'operato dello Stato riguardo all'articolo 17. Ecco il principio:
Nel giudizio di rinvio all'esito della cassazione del provvedimento giurisdizionale di annullamento della decisione di trasferimento, ai sensi del Regolamento UE n. 604 del 2013, il giudice nazionale, nell'ambito del sindacato sull'esercizio della clausola discrezionale, deve valutare se il rifiuto tacito di avvalersi della detta clausola appaia giustificato alla luce di quanto prospettato in ricorso o risultante dagli atti prodotti dalle parti, e verificare se emergono fatti rilevanti ai fini della protezione anche nazionale, attuativa del diritto di asilo costituzionale dell'art.10 Cost., potendo essere allegati fatti nuovi sopravvenuti, anche per effetto del tempo trascorso, oppure fatti preesistenti, non allegati in precedenza.
Questa massima è di grande rilevanza. Il giudice nazionale deve valutare sostanzialmente la giustificazione del rifiuto di applicare l'articolo 17. Cruciale la possibilità di considerare:
Questa apertura è fondamentale per garantire la piena attuazione del diritto di asilo (Art. 10 Cost.) e la tutela della vita privata e familiare (Art. 8 CEDU), consentendo un quadro probatorio completo e aggiornato.
La decisione rafforza la posizione del richiedente e del suo legale, permettendo di allegare ogni elemento utile a dimostrare la necessità per l'Italia di esercitare la clausola di sovranità. Flessibilità vitale per una giustizia più equa e sensibile alle dinamiche personali, assicurando decisioni ponderate alla luce della situazione più completa possibile.
L'Ordinanza n. 15773/2025 è un importante sviluppo nella giurisprudenza sulla protezione internazionale. Sottolineando un sindacato giurisdizionale effettivo e la possibilità di valutare fatti nuovi o preesistenti, la Suprema Corte promuove un approccio più umano e garantista. Ribadisce la centralità della persona e il diritto fondamentale all'asilo, imponendo ai giudici nazionali un esame approfondito e dinamico per una tutela efficace.