Nel diritto processuale penale, la corretta presentazione degli atti di impugnazione è cruciale. Un errore formale può precludere l'accesso a un grado di giudizio superiore. La Sentenza n. 24732 del 2025 (dep. 07/07/2025, Rv. 288369-01) della Corte di Cassazione chiarisce le modalità di deposito, dopo la Riforma Cartabia (D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 150).
La pronuncia della Suprema Corte (Presidente R. P., estensore F. C.), nel caso dell'imputato A. T., interpreta l'articolo 582, comma 1, c.p.p., come novellato dall'articolo 33 del D.Lgs. 150/2022. La Cassazione ribadisce che l'atto di impugnazione deve essere depositato esclusivamente nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato. Ciò è fondamentale per la responsabilità del ricorrente.
In tema di impugnazioni, anche a seguito delle modifiche apportate all'art. 582 cod. proc. pen. dall'art. 33, d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, l'atto deve essere presentato esclusivamente nella cancelleria del giudice che ha reso il provvedimento impugnato, ponendosi a carico del ricorrente il rischio che l'impugnazione, ove presentata ad un ufficio diverso, sia dichiarata inammissibile per tardività. (In motivazione, la Corte ha precisato che, anche dopo la soppressione del secondo comma dell'art. 582 cod. proc. pen., è da escludersi che incomba sulla cancelleria l'onere di trasmettere l'atto al giudice competente e che, non potendo trovare applicazione il principio di conversione ex art. 568, comma 5, cod. proc. pen., la data di presentazione rilevante ai fini della tempestività è solo quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente a riceverlo).
La massima è perentoria: il rischio di un deposito errato ricade interamente sul ricorrente. La Corte esclude l'onere della cancelleria non competente di trasmettere l'atto e l'applicabilità del principio di conversione (art. 568, comma 5, c.p.p.). L'impugnazione sarà inammissibile per tardività, poiché la data rilevante è unicamente quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente. Un principio di rigore che non ammette deroghe.
Questa pronuncia impone massima attenzione agli avvocati penalisti. Per evitare preclusioni e inammissibilità, è fondamentale una scrupolosa verifica in ogni fase della procedura.
La Sentenza n. 24732 del 2025 è un richiamo autorevole alla precisione procedurale nelle impugnazioni penali. Ribadisce che ogni onere e rischio da un deposito errato ricade sul ricorrente. La diligenza è una necessità irrinunciabile per la tutela dei diritti degli assistiti.