Avv. Marco Bianucci
Avv. Marco Bianucci

Avvocato Matrimonialista

L'Assegno Unico Universale nel contesto della separazione

La fine di un matrimonio o di una convivenza introduce numerose complessità, specialmente quando sono coinvolti dei figli. Una delle questioni più recenti e dibattute riguarda la gestione dell'Assegno Unico Universale. Comprendere come questo importante sostegno economico debba essere ripartito tra genitori separati è fondamentale per garantire serenità ai figli e prevenire inutili conflitti. In qualità di avvocato esperto in diritto di famiglia a Milano, l'avv. Marco Bianucci assiste quotidianamente i genitori nell'affrontare questa transizione, assicurando che ogni decisione sia presa nel pieno rispetto della normativa e, soprattutto, nell'esclusivo interesse dei minori.

Il quadro normativo: come funziona la ripartizione

L'Assegno Unico Universale per i figli a carico, introdotto con il D.Lgs. 230/2021, ha sostituito diverse misure precedenti, creando un unico strumento di sostegno per le famiglie. La legge stabilisce una regola generale chiara: in caso di separazione, l'assegno spetta in egual misura a entrambi i genitori, al 50%, indipendentemente da chi sia il genitore collocatario. Questa previsione mira a rafforzare il principio di bigenitorialità, riconoscendo il pari diritto e dovere di entrambi i genitori nel contribuire al mantenimento dei figli. Tuttavia, la pratica può presentare delle eccezioni. I genitori possono, di comune accordo, decidere che l'intero importo sia erogato a uno solo di essi, solitamente quello con cui i figli vivono prevalentemente. In mancanza di accordo, invece, si applica la ripartizione di default al 50%.

Il ruolo del giudice in caso di disaccordo

Quando i genitori non riescono a trovare un'intesa sulla ripartizione, la questione può essere portata dinanzi al Tribunale. Il giudice, valutata la situazione specifica, può disporre modalità di erogazione differenti. Ad esempio, potrebbe decidere di attribuire il 100% dell'assegno al genitore collocatario se ciò risulta più funzionale a garantire le esigenze primarie del minore, specialmente in contesti di elevata conflittualità o quando uno dei due genitori si dimostra inadempiente ai propri obblighi economici. È cruciale sottolineare che l'Assegno Unico non sostituisce l'assegno di mantenimento, ma si affianca ad esso, rappresentando un contributo aggiuntivo per far fronte alle spese per i figli.

L'approccio dello Studio Legale Bianucci

Affrontare la ripartizione dell'Assegno Unico richiede un approccio che sia al contempo pragmatico e sensibile. L'approccio dell'avv. Marco Bianucci, avvocato esperto in diritto di famiglia a Milano, si concentra sulla ricerca di soluzioni consensuali e sostenibili. L'obiettivo primario è tutelare l'interesse del minore, evitando che questioni economiche possano alimentare tensioni tra i genitori. Lo studio offre una consulenza strategica per analizzare la situazione familiare e patrimoniale, spiegando chiaramente i diritti e i doveri di ciascun genitore e aiutando a formalizzare accordi che possano prevenire future controversie. Laddove il dialogo non sia possibile, lo studio fornisce un'assistenza legale completa per difendere le ragioni del cliente in sede giudiziale, con l'obiettivo di ottenere un provvedimento equo e conforme alla legge.

Domande Frequenti

A chi spetta l'assegno unico in caso di separazione?

Di norma, l'assegno unico spetta in misura pari al 50% a ciascun genitore. I genitori possono però accordarsi affinché l'intero importo sia versato a uno solo di loro. In assenza di accordo, ciascun genitore può presentare la domanda per la propria quota del 50% direttamente all'INPS.

Come si divide l'assegno unico se c'è affidamento esclusivo?

Anche in caso di affidamento esclusivo, la regola generale della ripartizione al 50% rimane valida, salvo diverso accordo tra le parti o una specifica decisione del giudice. Il principio è che l'onere del mantenimento è di entrambi i genitori, e l'assegno unico è un contributo a tale onere. Il giudice può tuttavia disporre l'erogazione al 100% al genitore affidatario esclusivo se lo ritiene opportuno per il benessere del figlio.

Cosa fare se l'altro genitore incassa il 100% dell'assegno unico senza accordo?

Se un genitore percepisce l'intero importo dell'assegno senza il consenso dell'altro, quest'ultimo può agire per ottenere la propria quota. Il primo passo è modificare la domanda all'INPS, richiedendo l'accredito del proprio 50%. Se ciò non fosse sufficiente o se si volesse recuperare le somme pregresse, è necessario avviare un'azione legale con l'assistenza di un avvocato.

L'assegno unico sostituisce l'assegno di mantenimento per i figli?

No, assolutamente. L'Assegno Unico Universale è una misura di sostegno economico che si aggiunge e non sostituisce l'assegno di mantenimento periodico. L'importo dell'assegno di mantenimento viene determinato dal giudice o concordato tra le parti tenendo conto di vari fattori, e l'esistenza dell'assegno unico può essere uno degli elementi considerati nella valutazione complessiva della capacità economica dei genitori.

Gestire l'Assegno Unico con Chiarezza: Richieda una Consulenza

Le questioni economiche legate alla separazione possono essere fonte di grande stress e incertezza. Assicurare una corretta e pacifica gestione dell'Assegno Unico è un passo fondamentale per garantire la stabilità dei Suoi figli. Se ha dubbi sulla ripartizione o se sta affrontando un disaccordo con l'altro genitore, rivolgersi a un avvocato familiarista esperto è la scelta più saggia. Lo Studio Legale Bianucci, con sede a Milano, offre consulenze mirate per analizzare il Suo caso specifico e definire la strategia migliore. Contatti l'avv. Marco Bianucci per una valutazione della Sua situazione e per ricevere un'assistenza legale chiara e competente.