La recente ordinanza della Corte Suprema di Cassazione, n. 19230 del 2024, offre spunti significativi per comprendere le dinamiche giuridiche riguardanti le donazioni indirette e le azioni di riduzione e collazione nel contesto delle successioni. La sentenza chiarisce importanti differenze tra le azioni legali e i diritti dei coeredi, evidenziando le sfide che possono sorgere nella divisione dei beni ereditari.
Nel caso esaminato, gli attori A.A. e B.B. contestavano la decisione della Corte d'Appello di Firenze che aveva rigettato la loro richiesta di riduzione e collazione delle donazioni effettuate dal defunto E.E. in favore della sorella C.C. La Corte d'Appello aveva giustificato la sua decisione richiamando la differenza tra l'azione di riduzione e quella di collazione, sottolineando che le prove presentate non giustificavano l'azione di riduzione. Questa distinzione è cruciale, poiché implica che il legittimario deve provare la lesione della propria quota di legittima per poter agire in riduzione.
La giurisprudenza ha progressivamente rivisto l'orientamento riguardo all'onere di prova in caso di azione di riduzione, semplificando la necessità di specifiche deduzioni.
La Corte ha chiarito che la donazione indiretta si verifica quando un bene viene acquistato con fondi forniti dal donante, ma intestato a un beneficiario. In questo caso, la richiesta di collazione, che comporta il conferimento alla massa ereditaria di quanto ricevuto in vita, deve essere considerata anche in assenza di una formale azione di riduzione. La sentenza sottolinea che la prova della donazione indiretta può essere fornita anche attraverso presunzioni e non è soggetta alle limitazioni probatorie previste per i negozi simulati.
La sentenza Cass. n. 19230/2024 rappresenta un'importante evoluzione nella giurisprudenza riguardante le successioni e le donazioni. Essa chiarisce che il legittimario ha il diritto di far valere le sue pretese sia attraverso l'azione di riduzione che attraverso la collazione delle donazioni, con le relative conseguenze sulla divisione dei beni ereditari. Questo approccio mira a garantire una maggiore equità tra i coeredi, evitando che donazioni indirette possano compromettere il diritto alla legittima.