Il concetto di patrimonio familiare ha subito una profonda evoluzione negli ultimi anni, estendendosi ben oltre i confini dei beni materiali tradizionali come immobili o conti correnti. Oggi, in un'epoca sempre più digitalizzata, gli account di gaming online, le collezioni di skin rare e gli investimenti in NFT (Non-Fungible Tokens) rappresentano vere e proprie riserve di valore economico che non possono essere ignorate durante una crisi coniugale. Spesso, questi asset vengono sottovalutati o deliberatamente omessi, ma la giurisprudenza e la pratica forense stanno rapidamente aggiornandosi per tutelare i diritti delle parti anche in questo ambito immateriale. In qualità di avvocato esperto in diritto di famiglia a Milano, l'Avv. Marco Bianucci comprende che ignorare il portafoglio digitale significa, in molti casi, rinunciare a una quota significativa del patrimonio comune.
Nel contesto del diritto italiano, la questione fondamentale riguarda l'attribuzione della natura di bene economico agli asset digitali e la loro conseguente inclusione nella comunione legale dei beni, qualora questo sia il regime patrimoniale scelto dai coniugi. Secondo l'articolo 810 del Codice Civile, sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti; pertanto, se un account di gioco o un NFT possiede un valore di mercato e può essere scambiato o venduto in cambio di valuta corrente, esso rientra a pieno titolo nell'asse patrimoniale da dividere. Se l'acquisto o la valorizzazione dell'asset è avvenuta durante il matrimonio, il valore residuo al momento della separazione deve essere oggetto di valutazione e divisione. La complessità risiede spesso nella volatilità di questi mercati e nella difficoltà tecnica di tracciare e quantificare con precisione il valore di beni che non risiedono in una banca tradizionale ma su server o blockchain.
Affrontare la divisione di beni digitali richiede una competenza che va oltre la tradizionale preparazione giuridica, necessitando di una visione moderna e tecnologicamente consapevole. L'approccio dell'Avv. Marco Bianucci, avvocato esperto in diritto di famiglia a Milano, si distingue per la capacità di identificare e valorizzare correttamente ogni componente del patrimonio, inclusi gli asset virtuali. Lo Studio Legale Bianucci collabora, quando necessario, con periti informatici e analisti finanziari per effettuare stime precise del valore di account di gaming di alto livello, inventari di skin o portafogli NFT. La strategia difensiva mira a garantire la massima trasparenza: da un lato si lavora per far emergere asset che la controparte potrebbe tentare di occultare, dall'altro si protegge il cliente da valutazioni speculative o irrealistiche. L'obiettivo è giungere a un accordo di separazione che rispecchi fedelmente la realtà economica della coppia, assicurando che la modernità degli investimenti non diventi un pretesto per eludere i doveri di equità nella divisione dei beni.
Sì, se l'account ha acquisito un valore economico rilevante grazie ad acquisti o attività svolte durante il matrimonio e i coniugi sono in regime di comunione dei beni. Anche se l'account è intestato a uno solo dei coniugi, il valore economico maturato (ad esempio attraverso l'acquisto di oggetti rari o valuta di gioco) deve essere considerato nel calcolo del patrimonio comune da dividere al momento della separazione, salvo diversa pattuizione o provenienza personale del denaro utilizzato dimostrabile.
Il calcolo del valore di questi beni digitali è complesso a causa della loro elevata volatilità. Generalmente, si fa riferimento al valore di mercato medio al momento della domanda di separazione, analizzando lo storico delle transazioni su piattaforme di scambio specializzate. In casi di particolare valore o complessità, l'Avv. Marco Bianucci consiglia l'ausilio di una perizia tecnica di parte per determinare una quotazione oggettiva e difendibile in sede di negoziazione o giudizio.
L'occultamento di beni digitali aventi valore economico costituisce una condotta grave che può avere conseguenze pesanti nel procedimento di separazione. Se viene dimostrato che un coniuge ha nascosto asset digitali per sottrarli alla divisione, il giudice può applicare sanzioni civili e tenere conto di tale condotta nella determinazione delle condizioni economiche del divorzio. È fondamentale condurre indagini patrimoniali accurate, anche in ambito digitale, per garantire la trasparenza e l'equità della procedura.
Solitamente i termini di servizio delle piattaforme di gaming vietano la condivisione o il trasferimento della titolarità dell'account, rendendo impossibile una divisione fisica. In questi casi, la soluzione praticata consiste nel calcolare il valore monetario dell'account e prevedere una compensazione economica (conguaglio) a favore del coniuge che non manterrà la titolarità del profilo. In questo modo si garantisce il rispetto dei diritti patrimoniali senza violare le regole contrattuali delle piattaforme digitali.
La gestione dei nuovi asset patrimoniali richiede un aggiornamento costante e una strategia legale attenta ai dettagli. Se state affrontando una separazione e necessitate di chiarezza sulla divisione di beni digitali o tradizionali, l'Avv. Marco Bianucci è a vostra disposizione per analizzare il vostro caso specifico. Lo Studio Legale Bianucci vi attende nella sede di Milano, in Via Alberto da Giussano 26, per un colloquio conoscitivo volto a definire il percorso migliore per la tutela dei vostri interessi.