Affrontare una separazione o un divorzio è già di per sé un percorso emotivamente complesso, ma la situazione può diventare critica quando una delle parti utilizza il sistema penale come strumento di pressione. Purtroppo, non è raro che nel corso di aspri contenziosi familiari vengano sporte denunce strumentali, prive di fondamento, al solo scopo di ottenere vantaggi in sede civile, magari riguardanti l'affidamento dei figli o l'assegnazione della casa coniugale. In qualità di avvocato penalista a Milano, l'Avv. Marco Bianucci comprende profondamente lo stress e il senso di ingiustizia che derivano dall'essere accusati ingiustamente di reati mai commessi, come maltrattamenti o stalking, proprio dalla persona con cui si è condivisa la vita.
Nel nostro ordinamento giuridico, la calunnia è un reato grave previsto dall'articolo 368 del Codice Penale. Si configura quando un soggetto, con denuncia, querela, richiesta o istanza, incolpa di un reato taluno che egli sa essere innocente, oppure simula a carico di lui le tracce di un reato. È fondamentale distinguere tra una denuncia che viene archiviata per mancanza di prove e una vera e propria calunnia. Perché si possa parlare di calunnia, è necessario dimostrare il dolo, ovvero la consapevolezza e la volontà dell'accusatore di incolpare una persona che sa essere estranea ai fatti contestati. Nel contesto delle crisi familiari, questo confine è sottile ma decisivo: una denuncia presentata con la piena coscienza della sua falsità trasforma la vittima in parte offesa di un nuovo procedimento penale, legittimandola a chiedere la punizione del colpevole e il risarcimento dei danni.
L'approccio dell'Avv. Marco Bianucci, avvocato esperto in diritto penale e dinamiche familiari a Milano, si basa su una rigorosa analisi tecnica degli atti e delle tempistiche. La difesa da un'accusa falsa richiede una strategia proattiva: non ci si limita ad attendere l'archiviazione del procedimento a proprio carico, ma si lavora per smontare le accuse punto per punto, evidenziando le contraddizioni e raccogliendo prove che dimostrino l'insussistenza dei fatti e, soprattutto, la malafede della controparte. Presso lo studio di via Alberto da Giussano 26, ogni caso viene trattato con la massima riservatezza e attenzione, coordinando la difesa penale con le esigenze del procedimento civile di separazione in corso. L'obiettivo è duplice: ottenere l'assoluzione o l'archiviazione per il cliente ingiustamente accusato e, successivamente, agire per ristabilire la verità processuale, valutando l'opportunità di procedere con una controquerela per calunnia.
La prima azione fondamentale è mantenere la calma e non reagire impulsivamente. È essenziale contattare immediatamente un avvocato esperto in diritto penale per valutare il contenuto della denuncia. Non cercate di contattare la controparte per chiarimenti, poiché ogni comunicazione potrebbe essere usata contro di voi. Sarà il vostro legale a richiedere l'accesso agli atti per comprendere le accuse e predisporre una memoria difensiva efficace.
È possibile procedere con una denuncia per calunnia quando si ha la certezza, supportata da elementi probatori, che l'accusatore fosse pienamente consapevole dell'innocenza dell'accusato al momento della denuncia. Non basta che il fatto non sia stato provato; occorre dimostrare che l'accusa è stata costruita ad arte o basata su fatti palesemente falsi con l'intento di nuocere. Generalmente, si attende l'esito del procedimento principale (come un'archiviazione o un'assoluzione) per agire con maggiore forza.
Le denunce penali possono inizialmente influenzare le decisioni del giudice civile, che potrebbe adottare provvedimenti cautelativi a tutela dei minori. Tuttavia, se nel corso del procedimento emerge la strumentalità e la falsità delle accuse, questo si ritorce pesantemente contro il genitore calunniatore. I tribunali valutano molto negativamente il comportamento di chi usa i figli o false accuse penali come arma di ricatto, e ciò può portare alla perdita dell'affidamento o a una revisione delle condizioni di visita.
Assolutamente sì. Chi è vittima di calunnia ha diritto al risarcimento di tutti i danni subiti, sia patrimoniali (spese legali sostenute per difendersi) che non patrimoniali (danni morali, biologici da stress, lesione della reputazione e dell'immagine). La richiesta di risarcimento può essere avanzata costituendosi parte civile nel processo penale contro il calunniatore o avviando una causa civile autonoma.
Se sei vittima di accuse ingiuste e strumentali nel contesto di una separazione, è cruciale agire tempestivamente per tutelare la tua libertà e la tua reputazione. L'Avv. Marco Bianucci è a tua disposizione per analizzare il tuo caso con competenza e discrezione. Contatta lo studio per fissare un appuntamento presso la sede di Milano.