Il sistema pensionistico italiano è un ambito complesso che richiede chiarezza giurisprudenziale. La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 17703 del 30 giugno 2025, ha fornito un chiarimento essenziale sulle modalità di opzione per il calcolo pensionistico contributivo. Questa decisione è cruciale per i lavoratori, poiché definisce come manifestare validamente la propria scelta all'INPS, prevenendo future contestazioni.
La Legge n. 335 del 1995 (art. 1, comma 23) consente ai lavoratori di optare per la liquidazione della pensione con le regole del sistema contributivo. Questo metodo calcola l'assegno sui contributi versati, distinguendosi dal retributivo. Data la sua incidenza sull'importo finale, la scelta deve essere espressa in modo inequivocabile e conforme alla legge.
La controversia esaminata dalla Cassazione, tra T. P. e I. S., verteva sulla forma richiesta per tale opzione. La Suprema Corte, rigettando il ricorso e confermando la Corte d'Appello di Milano, ha ribadito un principio inderogabile. Ecco la massima della sentenza:
La volontà di optare per la liquidazione del trattamento pensionistico esclusivamente con le regole del sistema contributivo, ex art 1, comma 23, della l. n. 335 del 1995, va espressa con dichiarazione scritta indirizzata dal lavoratore all'Ente previdenziale, né le indicate modalità di forma sono surrogabili con la comunicazione mensile datoriale dei cd. flussi Uniemens, in ragione della portata della scelta, dei riflessi (anche di natura pubblicistica) della stessa e delle connesse esigenze di certezza.
La pronuncia è chiara: l'opzione contributiva richiede una "dichiarazione scritta" diretta dal "lavoratore all'Ente previdenziale" (INPS). Le comunicazioni Uniemens del datore di lavoro non possono sostituire tale manifestazione di volontà, non rappresentando una dichiarazione individuale su una scelta determinante per la pensione.
Le motivazioni della Cassazione si basano su principi essenziali:
Questi elementi evidenziano come la forma scritta non sia un mero adempimento, ma garanzia di chiarezza e tracciabilità della volontà del lavoratore.
La Sentenza n. 17703/2025 della Cassazione è un chiarimento fondamentale per chi intende optare per il sistema di calcolo pensionistico contributivo. È indispensabile una dichiarazione scritta e formale inviata direttamente all'INPS dal lavoratore; le comunicazioni Uniemens non sono sufficienti. Questa formalità tutela il lavoratore, assicurando che la sua scelta sia riconosciuta senza incertezze. Per la previdenza, è consigliabile rivolgersi a professionisti qualificati per garantire la corretta esecuzione e salvaguardare il proprio diritto a una pensione serena.