Usura e Prescrizione: La Corte di Cassazione chiarisce la Nozione di Riscossione (Sentenza n. 26040/2025)

Il reato di usura rappresenta una delle più gravi piaghe sociali ed economiche, minando la dignità delle persone e la stabilità del tessuto economico. La sua disciplina, complessa e articolata, richiede spesso l'intervento della giurisprudenza per chiarire aspetti cruciali, soprattutto in relazione ai termini processuali. È in questo contesto che si inserisce la recente e significativa pronuncia della Corte di Cassazione, la Sentenza n. 26040, depositata il 16 luglio 2025 (Ud. 16 aprile 2025), che ha fornito un'interpretazione fondamentale sulla nozione di “riscossione” ai fini della decorrenza del termine di prescrizione per il reato di usura, ai sensi dell'articolo 644-ter del Codice Penale. Questa decisione, che ha visto come imputato A. T., e la cui trattazione è stata affidata all'estensore M. C. sotto la presidenza di A. P., è destinata a orientare l'applicazione della legge in materia e a offrire maggiore chiarezza a operatori del diritto e cittadini.

Il Reato di Usura e la Sua Complessa Disciplina

L'usura, prevista dall'articolo 644 del Codice Penale, punisce chiunque si faccia dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari. La legge è severa, riconoscendo la gravità di un comportamento che sfrutta lo stato di bisogno altrui. Un aspetto cruciale nella persecuzione di questo reato è la sua prescrizione, ovvero il termine entro il quale lo Stato può esercitare la sua pretesa punitiva. L'articolo 644-ter c.p. stabilisce che il termine di prescrizione decorre dal momento della “riscossione” degli interessi o del capitale usurario. Ma cosa si intende esattamente per “riscossione”? La questione non è banale e ha generato diversi orientamenti interpretativi, rendendo necessaria una chiarificazione autorevole come quella fornita dalla Cassazione.

La Chiave della Prescrizione: La Nozione di 'Riscossione' secondo la Cassazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26040/2025, si è pronunciata in modo definitivo su questa annosa questione, fornendo un'interpretazione chiara e precisa della nozione di “riscossione” che funge da termine ultimo per la decorrenza della prescrizione. La massima estratta dalla sentenza è di fondamentale importanza:

In tema di usura, la riscossione, costituente ex art. 644-ter cod. pen. il momento ultimo da cui decorre la prescrizione del reato, deve essere intesa come riferita al pagamento, da parte del debitore, di tutto o di parte del capitale o degli interessi usurari, ovvero alla rinnovazione dei titoli o alla realizzazione del credito in sede esecutiva o al ricorso a procedure esecutive che determinino un vincolo, anche parziale, sul patrimonio del debitore. (In motivazione, la Corte ha precisato che la riscossione non coincide con la mera formazione di un titolo esecutivo, quale la pronuncia di una sentenza civile, in forza del quale agire eventualmente in sede esecutiva).

Questo passaggio della sentenza è illuminante. La Suprema Corte, presieduta da A. P., chiarisce che la “riscossione” non è un mero atto formale, ma un evento sostanziale che incide concretamente sul patrimonio del debitore. Non basta, infatti, che esista un titolo esecutivo, come una sentenza civile che accerta un credito, affinché la prescrizione inizi a decorrere. È necessario che si verifichi un effettivo movimento di denaro o un'azione che vincoli, anche solo parzialmente, il patrimonio del debitore. La Cassazione elenca diverse situazioni che integrano la riscossione:

  • Il pagamento, totale o parziale, del capitale o degli interessi usurari da parte del debitore.
  • La rinnovazione dei titoli di credito (ad esempio, cambiali o assegni).
  • La realizzazione del credito in sede esecutiva (ad esempio, tramite pignoramento e successiva vendita).
  • Il ricorso a procedure esecutive che comportino un vincolo, anche parziale, sul patrimonio del debitore.

Questa interpretazione, che si allinea con precedenti conformi come la sentenza n. 11839 del 2018, evita che il termine di prescrizione possa decorrere troppo precocemente, privando la vittima di un'adeguata tutela. Se la semplice formazione di un titolo esecutivo fosse sufficiente, il reato potrebbe prescriversi anche prima che l'usuraio abbia effettivamente percepito il suo illecito profitto o abbia posto in essere azioni concrete per ottenerlo, rendendo vana la tutela penale.

Implicazioni Pratiche e Tutela Giuridica

Le conseguenze pratiche di questa pronuncia sono significative. Per le vittime di usura, la sentenza n. 26040/2025 offre una maggiore certezza sui tempi entro cui è possibile denunciare il reato e vedere perseguito il responsabile. Il momento da cui decorre la prescrizione è spostato in avanti, verso l'effettiva lesione patrimoniale, garantendo così una finestra temporale più ampia per agire. Per gli operatori del diritto, la decisione del collegio, di cui M. C. è stato estensore, fornisce un criterio interpretativo chiaro e univoco, riducendo le incertezze applicative e rafforzando la lotta contro l'usura. È fondamentale che chiunque si trovi in una situazione di difficoltà economica e sospetti di essere vittima di usura si rivolga prontamente a professionisti legali, i quali, alla luce di questa e altre pronunce, potranno fornire la migliore assistenza e avviare le procedure di tutela necessarie.

Conclusioni

La Sentenza n. 26040/2025 della Corte di Cassazione rappresenta un tassello importante nel panorama giurisprudenziale italiano in materia di usura. Chiarificando la nozione di “riscossione” e distinguendola dalla mera formazione di un titolo esecutivo, la Corte ha rafforzato le tutele per le vittime e fornito un criterio più equo e aderente alla realtà per il calcolo della prescrizione. Questa pronuncia ribadisce l'impegno del sistema giudiziario nel contrastare il fenomeno dell'usura, garantendo che la giustizia possa compiere il suo corso in modo efficace e tempestivo, tutelando i diritti fondamentali dei cittadini più vulnerabili. Per qualsiasi dubbio o necessità di assistenza in merito a situazioni di usura, è sempre consigliabile rivolgersi a un legale esperto in diritto penale.

Studio Legale Bianucci